Gazzetta dello Sport, Preziosi contro il no alla pubblicità sul betting

Contro il decreto "dignità" di Di Maio

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Gabriel Silva (Getty Images)
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Enrico Preziosi ha definito “una follia”, senza mezzi termini, l’ostracismo di Luigi Di Maio e del decreto “dignità” dei confronti della Serie A. Se il Governo pensa dunque di vietare la pubblicità del gioco d’azzardo, e dunque pure delle scommesse sul calcio, i presidenti delle varie squadre di Serie A hanno immediatamente formato un fronte compatto per fronteggiare il comune nemico. Ha continuato preziosi: “Lo scopo è ridurre la dipendenza? Si aumenterebbero le puntate all’estero, per non parlare dei circuiti illegali. Provvedimento senza senso e populista, penalizzerebbe un sistema come quello calcistico che già fatica a stare in piedi”. Uno scenario che non può piacere al patron del Genoa, e che rischia seriamente di mandare in fumo i contratti che legano il pallone al mondo del betting. La situazione è un po’ come quella nel caso delle sigarette, esempio portato dallo stesso Preziosi, secondo cui i divieti in merito non ne diminuirebbero l’effettivo consumo.

La Figc segnala come vi siano 681 accordi di sponsorizzazione e il 2% riguardi proprio il betting. Le agenzie di scommesse non fanno da jersey sponsor ad alcun club ma compaiono stabilmente nei cartelloni pubblicitari di metà delle società di Serie A. Contratti che vanno da 500mila euro al milione, segnala l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, riportando ancora le parole di Preziosi: “Noi in passato abbiamo avuto una società di betting come sponsor sulla maglia, in futuro potremo riaverla, è un’opportunità commerciale che non può essere negata”.

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