Correva l’anno 1976: Milan e Genoa diedero vita a un rocambolesco 2-2

I gol di Ghetti e Damiani interruppero una «striscia» negativa di sei sconfitte consecutive a livello di campionato in casa del Diavolo rossonero

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Damiani e Pruzzo
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Nello stadio milanese di “San Siro” domenica 12 dicembre 1976, di fronte a ventisettemila spettatori, si affrontarono Milan e Genoa. I rossoneri, che quattro giorni prima avevano visto sfumare la «remuntada» negli ottavi della Coppa U.E.F.A. a quattro minuti dalla fine contro l’Athletic Bilbao (i baschi, vittoriosi all’andata per 4-1, avevano ottenuto la qualificazione con un calcio di rigore trasformato a quattro minuti dalla fine da José Ignacio Madariaga Tejedor, che aveva fissato il risultato finale sul 3-1 per il Milan, e sarebbero arrivati a disputare la doppia finale con la Juventus, perdendola, a partità di reti – due – complessivamente segnate, per averne subita una nell’incontro di ritorno, disputato e vinto in casa a «La Catedral» del “San Mamés”) avevano vinto solamente nella gara d’esordio (2-1 casalingo contro il Perugia domenica 3 ottobre 1976) e poi ottenuto cinque pareggi e due sconfitte, mentre nelle prime otto giornate i rossoblù non avevano mai vinto (quella di nove partite senza vittorie – visto che alla decima arrivò la domenica successiva il successo interno per 3-1 contro la Lazio – è tuttora la peggior sequenza iniziale della storia del Genoa) e raccolto cinque pareggi.

Lincontro si mise inizialmente male per il Genoa, perché al 13’ del 1° tempo un pallone tirato con un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore «a foglia morta» da Egidio «lo sciagurato Egidio» Calloni venne deviato sul palo sinistro dal portiere Sergio Girardi e sul rimbalzo indirizzato da Alberto «Albertino» Bigon I verso la porta sguarnita e respinto con il piede sinistro da Antonio Matteoni, quando a giudizio (forse sbagliato) dell’arbitro Fernando Reggiani di Castel San Pietro (BO) e di un guardalinee aveva interamente varcato la linea di porta. A quattro minuti dal termine della prima frazione di gioco il terzino destro genoano Antonio Maggioni, sganciatosi in avanti, fece un’ottima verticalizzazione per Pietro «Pierino» Ghetti, scattato in sospetta posizione di fuorigioco, che batté con un preciso rasoterra Enrico «Ricky» Albertosi. Due minuti dopo i padroni di casa su un calcio di punizione dalla sinistra di Gianni «l’abatino» Rivera reclamarono inutilmente la concessione del calcio di rigore per una spinta di Matteoni a Calloni e una successiva trattenuta di Sergio «Rosso» Rossetti su Massimo Silva.

Nella ripresa, al 31’, lanciato da Maggioni sulla fascia laterale destra, Roberto «o’Rei di Crocefieschi» Pruzzo che aveva colpito due minuti prima su calcio d’angolo battuto da Gregorio «la Iena di Cogliate» Basilico con un colpo di testa la base del palo di sinistra, fece partire un cross, sul quale ebbero una fatale indecisione Albertosi ed Aldo «Cavallo» Maldera III, favorendo la deviazione vincente dellopportunista Giuseppe «Oscar» Damiani sr. (che sarebbe poi stato incredibilmente dimenticato a terra dal pullman del Genoa nel dopopartita!). Sei minuti dopo, su calcio dangolo battuto da Rivera, Giuseppe «Tato» Sabadini fece la «torre» a favore di Giorgio Morini, che con una spettacolare rovesciata mandò il pallone prima a sbattere sotto la traversa e poi ad insaccarsi in rete, fissando il risultato dell’incontro sul 2-2, in virtù del quale il Genoa interruppe una «striscia» negativa di sei sconfitte consecutive a livello di campionato in casa del Diavolo rossonero.

Stefano Massa

(Membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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