Fabbricini, FIGC: “Preoccupato dalla situazione Milan”

Il commissario federale non si nasconde dopo il polverone sollevatosi attorno a Li: "Cercherò un incontro con il club rossonero"

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Roberto Fabbricini, commissario federale, interviene sul caso Li-Milan. «Sono preoccupato, è una situazione che coinvolge una grande squadra e un grande patrimonio sportivo della federazione. Vediamo come si sviluppano le cose, certo leggendo alcune prime pagine fanno pensare molto, per cui dobbiamo stare molto attenti» sono le sue parole riprese da La Gazzetta dello Sport. «Cercherò di avere qualche contatto in questi giorni con il Milan e capire se ci sono margini per poter stare tranquilli o meno» spiega Fabbricini.

Tutto nasce dall’inchiesta de Il Corriere della Sera firmata dalla coppia Gabanelli-Gerevini. La Shenzhen Jie Ande, holding sbandierata come uno dei principali beni di Li, è stata dichiarata insolvente ancor prima dell’acquisizione del Milan. Nel maggio 2016 la Jiangsu Bank ha fatto causa alla holding per il mancato rimborso di un prestito. E visto che Li aveva dato in pegno, a garanzia del finanziamento, la sua quota del 11,39% detenuta nella Zhuhai Zhongfu (società di packaging quotata alla Borsa di Shenzhen), nel febbraio 2017 il tribunale del popolo di Futian ha ordinato la vendita all’asta di quella partecipazione in modo da rimborsare la banca. Dopo l’acquisto del Milan, un altro istituto di credito ha bussato alla porta di Li. Lo scorso mese la Banca di Canton ha chiesto la liquidazione per bancarotta della Jie Ande, tanto che l’asta dell’11,39% della Zhuhai Zhongfu su Taobao (l’eBay cinese), precedentemente fissata al 2 febbraio, è stata rinviata. Tutto questo a dimostrazione delle difficoltà finanziarie dell’attuale patron rossonero. Già a dicembre l’Uefa aveva sentito puzza di bruciato bocciando la richiesta del Milan di aderire al voluntary agreement ai fini del fair play, perché «a oggi ci sono ancora delle incertezze per quanto riguarda il rifinanziamento del debito che deve essere rimborsato a ottobre 2018 e le garanzie finanziarie fornite dall’azionista di maggioranza.

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