Bergomi: “Genoa squadra forte tatticamente e mentalmente, merito di Balla”

L'ex difensore dell'Inter, e della nazionale italiana campione del Mondo nell'82, elogia i singoli del Grifone. "Pandev mi ha stupito, ha dominato il gioco. Un giocatore come Laxalt nell'Inter non c'è".

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Beppe Bergomi, ancora in azione (Photo by Marco Luzzani - Inter/Getty Images)
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We Are Genoa, trasmissione in onda sul canale TeleNord, è intervenuto Beppe Bergomi. “Lo zio nazionale” campione del Mondo a Spagna ’82 ed oggi opinionista Sky,  ha  analizzato Genoa-Inter a distanza di quattro giorni dalla splendida vittoria degli uomini di Ballardini. «L’Inter continua la sua striscia di partite non giocate bene. E’ vero che ha vinto con il Bologna ma è una squadra che non corre, fa molta fatica, in questo momento trovare qualcuno da salvare è difficile. Prima era una squadra difficile da battere, solida, forte fisicamente e poi ribaltava subito il fronte offensivo. Il Genoa al contrario corre molto, sabato scorso hanno anche dominato il gioco, non  si è soltanto difeso.  La caratura di un allenatore sta nell’esaltare i giocatori che hai in organico. Ballardini è riuscito a entrare nella testa dei giocatori, lo dimostra il fatto che si esprimono anche le riserve su ottimi livelli. Personalmente contro l’Inter mi ha impressionato  la coppia d’attacco, Pandev su tutti: nonostante sia in la con gli anni ha davvero dominato il gioco.  L’intelligenza tattica del Genoa si è manifestata anche prima della gara con l’inter, ma poi mi chiedo anche una cosa,  ad esempio: un giocatore come Laxalt i nerazzurri ce l’hanno? Non so dove può arrivare il Genoa, ma in questo periodo-lungo- la squadra sta facendo bene. L’inter non sta bene, però se analizzo il primo tempo del “Ferraris” sono stati in partita decentemente, hanno creato anche qualcosa con Candreva e Karomoh. Capisci che nel calcio contano certe cose quando ti capita un autogol come quello di Ranocchia.  Il Genoa è animato da energia positiva, l’Inter negativa. Sicuramente il Genoa ha meritato di vincere, ma l’Inter è in crisi profonda da tempo. Bessa in B ha fatto molto bene, l’ultimo anno che ho allenato i ragazzi l’ho fatto al Como ed ho continuato a seguirli. Ganz ad esempio sta facendo fatica, Bessa ha fatto bene anche in B al Verona, questo è un calciatore con qualità e puoi utilizzarlo in più ruoli, può starci molto bene in serie A. L’allenatore conta, è vero bisogna avere dei giocatori importanti, ma bisogna saperne tirare fuori le qualità, poi ci sono quelle piccole cose che in ognuno di noi fanno scattare delle motivazioni particolari. Importante per il Genoa sarà trovare le motivazioni  giusto dopo aver raggiunto una determinata soglia di punti, dopo non devono mollare.  Mi viene in mente il Bologna di Donadoni che dopo aver raggiunto varie volte la  salvezza in anticipo ha mollato un po’, ma a Genova noto un altro ambiente. Luciano(Spalletti ndr) è un amico, continuo a pensare sia la scelta giusta per l’Inter. Nella storia dei nerazzurri quando si è aperto un ciclo lo si è fatto con un allenatore di spessore e carattere. A Roma ha fatto il record di punti della storia e gestito il caso Totti, se bene o male poi non lo so. Quando è arrivato pensavo mettesse a posto l’ambiente. In questo momento certe situazioni potevano essere gestite meglio come il calciomercato. Spalletti  lavora sempre benissimo in settimana, è un punto di riferimento anche per molti allenatore, me lo ha confermato Gasperini in questi giorni, non ha disimparato a fare l’allenatore».

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