Genoa-Milan: orario spostato senza motivo e senza ragione

Spostare la partita alle 15 di lunedì significa mettere in grande difficoltà Genova che, dopo il crollo di Ponte Morandi, è assediata dal traffico. Non sarebbe stato più opportuno giocare alle 15 di domenica?

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Marco Liguori
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Tanto tuonò che piovve. L’idea di anticipare Genoa-Milan alle ore 15 di lunedì 21 gennaio serpeggiava da alcuni giorni: in tanti abbiamo sperato che la Lega non adottasse questo provvedimento inopportuno. E invece no: è arrivato tra capo e collo su Genova, una città assediata da traffico dopo il crollo del Ponte Morandi di quel tragico 14 agosto. A proposito: sarebbe opportuno che qualcuno lo ricordasse al ministro dell’Interno Matteo Salvini, ai dirigenti dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e a quelli della Lega Serie A.

In tanti, miei cari amici genoani, ci avete scritto per protestare contro questo assurdo provvedimento. E in tanti ci avete fatto notare che:

– alle 17 escono gli alunni dalle scuole

– il Ferraris è in mezzo a un quartiere popoloso e sarà nel caos

– a quell’ora la gente rientra dal lavoro

Già: la gente a quell’ora è al lavoro. Dunque molti dei 18.004 abbonati non potranno essere al Ferraris a incitare l’amato Grifone: il danno e la beffa. Non solo: ci saranno spalti desolatamente vuoti, davvero un pessimo spettacolo per le riprese televisive.

Mi sorgono spontanee due domande. La prima: non era possibile, secondo ragione, spostare la partita alle ore 15 sì, ma di domenica? Seconda domanda: Juventus-Chievo è stata spostata dalle 19 alle 20.30. Si dirà: ma è una gara meno pericolosa di Genoa-Milan. Risposta: se dovessero comunque accadere incidenti a Torino, cosa si penserebbe? Di chiudere il campionato? A chi giova tutto questo? Domande che, come da italica abitudine, non avranno mai risposta.

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