Gazzetta dello Sport, undici cartoline da derby

Focaccia e maccaja, Duecontrozero e Bobby Gol, maniman e camalli

612
derby
Nord coreografia derby (Foto Genoa cfc Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Da quasi mille anni, la Lanterna svetta sul derby che porta il suo nome, rappresentando meglio di qualunque altra cosa lo spirito verticale di Genova. Dieci scudetti tra Genoa e Samp, una rivalità radicata e sentita, il derby dell’orgoglio in 11 cartoline. Sono quelle ritratte stamani da La Gazzetta dello Sport, all’interno del suo settimanale Fuorigioco. La Liguria è – per iniziare – terra di focaccia, secca o al formaggio, parente stretta con la farinata. Terra di maccaia, l’umidità e languore portato dallo scirocco che s’abbatte su Genova disorientando d’inverno (15-18 gradi quando il giorno prima ce n’erano 6). Terra di maniman, stato d’anima strettamente connesso alla genovesità. Terra di gradinate, Nord e Sud, parallele al corso del Bisagno, fiume di tante inondazioni e alluvioni: il Ferraris è situato nel quartiere Marassi, popolato da gradinate. Non sono curve, come nella stragrande maggioranza degli stadi italiani: non curvano, sono squadrate, un gradone sopra l’altro. Terra del Doria, rigorosamente con l’accento maschile. Terra di cricket, ancor oggi presente nel nome del Genoa. Terra di Bobby Gol, Mancini, e quel ciuffo che ammutolì 40mila genoani, che lo detestavano pur ammettendone sportivamente il valore. Terra di Duecontrozero, il 3 maggio 2009, espressione partorita dalla bocca di Maurizio Compagnoni (Sky Sport) alla tripletta del Principe Milito, l’unica in un derby. Il contropiede perfetto, davanti a Castellazzi, ripartenza lunga e l’assenza di giocatori blucerchiati di movimento.

Terra di camalli, dall’arabo “hammal”, di chi si frega dei muri preferendo abbatterli. Terra di Giovanni Battista Perasso, detto il Balilla, che il 5 dicembre 1746 scatenò la rivolta popolare contro l’occupazione asburgica, ben prima che Silvio Berlusconi pretendesse l’assenza di biancheria stesa in concomitanza col G8. Non fu accontentato, fu la rivoluzione delle mutande. Le cartoline sono dieci? Ne manca una, che per profondità storica e vicinanza temporale non può che ritrarre il Ponte Morandi.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.