Sconfitta onorevole per il Genoa: lo spirito di squadra è intatto

La combattività impressa da Andreazzoli ai calciatori è una caratteristica importante per il prosieguo del campionato. Non ha però convinto la manovra sulle fasce

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Marco Liguori
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Dopo due risultati positivi in campionato, la qualificazione in Coppa Italia e una serie di amichevoli vittoriose (Entella esclusa) il Genoa ha perso la sua prima gara ufficiale contro l’Atalanta pronta per la Champions League. Nessun dramma: lo ha capito la Nord che ha applaudito i giocatori che hanno comunque provato fino alla fine a cogliere un risultato positivo. Lo spirito combattivo, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, è il “marchio di fabbrica” impresso da Aurelio Andreazzoli: lo si è notato dopo il primo vantaggio nerazzurro. Dopo un primo momento di sbandamento, i rossoblù hanno preso coraggio e hanno insistito fino a trovare il rigore con Kouamé (da sottolineare il suo gran tiro al 47’ parato in volo da Gollini). E bisogna ricordare la prestazione del primo tempo, in cui i Grifoni hanno giocato alla pari con la squadra di Gasperini. La sconfitta è giunta per un episodio nel finale: Zapata ha centrato il “tiro della domenica”, chapeau! Forse poteva essere marcato in modo più aggressivo, ma il colombiano è uno dei migliori attaccanti della serie A e sa sfoderare all’improvviso un numero dal proprio repertorio.

Due cose non mi hanno particolarmente convinto. La prima: Lasse Schöne a basso rendimento. Forse il caldo lo ha frenato: non è abituato ai climi mediterranei e può avere influito. Altra possibile spiegazione: la pressione in marcatura di Freuler. L’altro lato negativo: la poca spinta sulle fasce da parte del Genoa. E’ vero che le squadre di Gasperini sono arrembanti sulle zone laterali del campo, ma l’apporto è stato minimo: soprattutto sulla destra dove Ghiglione è stato frenato da Goosens e non ha saputo fornire palloni giocabili in fase offensiva. In quel settore il Grifone ha attaccato 12 volte, contro le 21 degli avversari. Un po’ meglio è andata sulla sinistra (22 attacchi Genoa contro 28 Atalanta), ma c’è stata una maggiore attività soltanto nel finale, quando Andreazzoli ha cambiato a destra Ghiglione con Ankersen e a mettendo a sinistra Criscito al posto di Barreca, bloccato da Hateboer. Bloccate le zone laterali, è stato difficile fa arrivare palloni giocabili alle due punte Pinamonti e Kouamè.

Andreazzoli saprà sicuramente porre rimedio a questi problemi, in vista della non facile trasferta a Cagliari. Venerdì sera il Genoa troverà i sardi rinfrancati dopo il 3-1 colto a Parma: impegno difficile, ma non impossibile. Passo e chiudo!

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