Primocanale – Coronavirus, Toti: «Scuola avanti fino a luglio, il campionato di calcio di fatto è chiuso»

Il presidente della Regione Liguria fa il punto sulla situazione e rilancia l'idea di una riapertura a scaglioni

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Toti (Foto da Primocanale)

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Un errore chiudere l’anno scolastico, il governatore della Liguria Giovanni Toti critica l’idea di chiudere l’anno scolatsico con l’insegnmento a distanza come si preannuncia dalle misure adotatte dal governo. Il presidente della Regione allora lancia una proposta: «Possiamo riaprire le scuole a giugno e lavorare fino a fine luglio chiudendo con gli esami. Non è una scelta facile, ma i dati ci dicono che i ragazzi sono la categoria che rischia meno». Una linea che con vale però per il calcio. «Il campionato di fatto è già chiuso – spiega Toti -. Dopo quello che è successo con Atalanta Valencia riaprire, anche a porte chiuse, sarebbe una follia. C’è un Paese che soffre e che chiede di capire le priorità».

Il governatore poi torna sulle questione mascherine. «Uso la mascherina nel supermercato. La userei se dovessi prendere un bus. Ma quando posso rispettare la regola del distanziamento la mascherina non serve». Poi la sfida al governo: «Bisogna smetterla di inseguire l’opinione pubblica in ogni singola paura. Chi va fuori a prendere una boccata d’aria senza mascherina non è un nemico della società e se la la politica segue l’irrazionalità abdica al suo ruolo. Non bisogna aver paura della pressione dei social. Non tocca a loro indicare la strada e definire le strategie. Ci sono gli scienziati e c’è la politica».

VERSO LA PASQUA, DIVIETI E CONTROLLI – «E’ una settimana complessa soprattutto per il territorio ligure». Ricordo a tutti che restano in vigore le normative vigenti in merito al divieto di spostamenti superflui. C’è l’assoluto divieto di abbandonare le proprie abitazioni, non ci si può muovere dal proprio domicilio che sia lombardo, piemontese o genovese, verso le seconde case. Si deve capire che ogni tentativo in tal senso è illegale” spiega il presidente Toti in vista delle festività pasquali, facendo il punto sulla situazione legata all’emergenza coronavirus. «Niente picnic di famiglia sui balconi – aggiunge -, o pranzi o cene di famiglia: ogni singolo nucleo familiare a Pasqua deve restare al proprio domicilio. E per garantire che questo avvenga, domani pomeriggio ci sarà una riunione con Anci e con i Prefetti per stabilire modalità di controllo più rigorose, anche se mi auguro davvero che ci sia la massima collaborazione di tutti, liguri e non liguri. Dalla capacità di ciascuno di rispettare le regole dipende il miglioramento della situazione e soprattutto la capacità di cura dei nostri ospedali».

LA SITUAZIONE NEGLI OSPEDALI LIGURI – Circa la situazione negli ospedali, Toti ha aggiunto che «le due curve di stress sia del sistema delle terapie intensive sia delle media intensità di cura stanno rispettando l’andamento che avevamo previsto e che ci aspettavamo. Calano i ricoverati nelle nostre terapie intensive, che rimangono sotto la soglia dei 200 letti che abbiamo a disposizione, così come sono sufficienti i posti nella media intensità di cura. Contiamo che il numero dei guariti ‘ufficiali’ aumenti in modo significativo nei prossimi giorni grazie anche all’avvio dei tamponi ‘drive through’ che sono partiti oggi a Genova e che saranno effettuati anche nelle altre Asl per certificare con il doppio tampone negativo, come previsto dalle norme nazionali, l’avvenuta guarigione di chi ha avuto il coronavirus e può quindi uscire dall’isolamento e riprendere le proprie attività».

GRADUALE RIPARTENZA – Una riapertura per aree geografiche e soprattutto per fasce d’età. E’ quella a cui pensa il governatore. «Subito al lavoro gli under 50, maggiori tutele per gli over 50 e per quelli con problemi di salute, protezione assoluta per gli anziani e le categorie fragili. Per questi ultimi, possiamo immaginare che il lockdown duri qualche settimana in più», propone in un’intervista ad Avvenire . «Il governo ci pensi: puntiamo sulla generazione nata dopo il 1970 per riaccendere i motori del Paese» aggiunge. «Bisogna spazzare via, una volta per tutte, la burocrazia. Bisogna far ripartire i cantieri – sottolinea -. E allora dico: via codice degli appalti, via gare europee, via controlli paesaggistici, via certificati Antimafia, via tutto. Almeno per due anni. Ci sono gruppi affidabili e lavori da fare: io dico ‘partano subito’». Per Toti «serve un modello di ricostruzione post-bellico. Rischi? Ci sono e terremo la guardia alta, ma il coronavirus ha alzato la soglia di moralità, la gente ha capito che le cose vanno fatte bene e che le leggi vanno rispettate. Io mi fido». Il governatore della Liguria ritiene anche che sia «un errore chiudere l’anno scolastico» e propone: «Possiamo riaprire le scuole a giugno e lavorare fino a fine luglio chiudendo con gli esami». Toti torna anche sulla questione mascherine, che lui usa al supermercato e che userebbe su un autobus ma «quando posso rispettare la regola del distanziamento la mascherina non serve». Secondo lui, «bisogna smetterla di inseguire l’opinione pubblica in ogni singola paura. Chi va fuori a prendere una boccata d’aria senza mascherina non è un nemico della società e se la politica segue l’irrazionalità abdica al suo ruolo».

SCONTRO REGIONE ORDINE DEI MEDICI –  E’ scontro in Liguria tra l’Ordine dei medici e la Regione sulla percentuale di operatori sanitari contagiati dal coronavirus. Secondo l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Genova «in Liguria il numero degli operatori sanitari contagiati dal coronavirus rispetto al numero totale dei positivi sfiora il 15%” conteggiando il settore extraospedaliero e le rsa. Toti replica definendolo «un dato al di fuori di ogni possibilita’ in tutta franchezza, i test sierologici che stiamo facendo ci danno un tasso di infezione del 3% del personale sanitario, il 15% mi sembra una cifra al di la’ di ogni possibile approssimazione. Siamo lontanissimi».

Tratto da Primocanale.it

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