Lettera/Luca Giuglietti: «Perché non ripartire dalla buona struttura di Genoa-Brescia per battere il Napoli?»

Il nostro lettore spiega: «Squadra a trazione anteriore, coesa, decisa, cinica e veloce. Il vero Grifone»

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Kouamé
La rovesciata di Kouamé (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Salve Pianetagenoa1893.net e saluti ai tifosi rossoblu,

spero che pubblichiate questa lettera, nella speranza che venga letta anche dai calciatori, dalla dirigenza e soprattutto da mister Thiago Motta.

Partiamo dai fatti: 3 partite impegnative in 7 giorni

– Genoa-Brescia:

primo tempo di contenimento, ottimo per provare Gumus e il supporto del centro campo all’attacco, che fino a prima di quella partita è stato molto limitato, per non dire nullo. In precedenza il centro campo e l’attacco erano scollegati. Nel primo tempo di Genoa-Brescia si è vista un’armonia perfetta, in cui i palloni arrivavano all’attacco senza problemi. Si attaccava in 11 e si difendeva in 11. Gumus ha anche portato un po’ di fantasia in attacco. Tra l’altro è l’unico che sa attaccare per vie centrali e “accentramenti” palla al piede partendo da posizioni defilate: movimento verso il centro saltando l’uomo e tiro da fuori area. È mancato il cinismo e quel pizzico di fame extra per poter segnare subito ma questo ha lasciato l’acquolina in bocca ai giocatori per i successivi 45 minuti. Nel secondo tempo, infatti, mister Thiago ha messo dentro coloro che hanno regalato la vittoria al Genoa. Squadra a trazione anteriore, coesa, decisa, cinica e veloce. Il vero Genoa. Ecco che la bistecca è servita: 3 gol da manuale, 3 punti ed entusiasmo finale

– Juve-Genoa:

ottima prestazione, grave disattenzione nel finale perché era evidente che Ronaldo avrebbe provato la carta del fallo in area.

– Genoa-Udinese:

qui c’è poco da dire, se non che la squadra è ritornata a mostrare i problemi della gestione Andreazzoli

La lezione è semplice: servono 3 gol per vincere e i 3 gol si fanno con il cinismo, raccogliendo le poche occasioni offerte dalla partita

Qualche idea da sperimentare più in là o in situazioni disperate per assenza di soluzioni:

– Lerager in attacco con un Pinamonti o Kouame: è evidente che il centrocampista danese in situazioni di corsa fa fatica, così come in fase di impostazione. Tuttavia si è trovato più volte occasioni per segnare, mancate veramente per un soffio. In più è dotato di un tiro potente che può sfoderare sia da fuori area che da dentro

– Sanabria sulla fascia: purtroppo il paraguagio soffre di arroganza e per questo cerca sempre le cose complicate, quando in molte occasioni dovrebbe tirare in porta. È spesso fuori posizione, o troppo indietro o troppo avanti. Gli servirebbe un bagno di umiltà giocando sulla sinistra al posto di Barreca, evidentemente non in condizione, con l’obiettivo di servire gli attaccanti

– Pandev in campo SOLO nel secondo tempo: il macedone non ce la fa per 90 minuti, per quanto sia talentoso e risolutivo. Serve a livello di carica agonistica e talento nel secondo tempo dove il Genoa ha davvero bisogno di questo

Perché non ripartire dalla buona struttura di Genoa-Brescia per battere il Napoli?

Luca Giuglietti – lucagiuglius@yahoo.it

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