Juric deve imparare a battere le telecamere

Nelle precedenti uscite dava l'impressione di subire il microfono: davanti alle tv il carattere leonino del tecnico di Spalato si è sempre spento

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Juric
Ivan Juric (da Genoacfc.it)
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Tutti, da Preziosi all’ultimo dei tifosi, sperano che la terza volta di Juric sia quella buona. Le due precedenti si sono risolte con due esoneri: il primo aveva suscitato rabbia nel tecnico croato, il secondo riflessione. Dall’aceto al miele. Sapori contrapposti generati, forse, dalla maturazione che necessariamente riguarda anche chi di mestiere fa l’allenatore. Era normale che Juric vivesse male il primo licenziamento in carriera, dopo tutto siamo esseri umani. Adesso, però, c’è molta curiosità analitica anche attorno all’atteggiamento del mister del Genoa. «Non vedo cambiamenti nel mio carattere» ha specificato Juric al momento della presentazione.

Sono tante le componenti umane nel lavoro dell’allenatore. Dal vivere quotidiano, ai rapporti con la stampa e al feeling con la telecamera. Il discorso prescinde la tattica o la sapienza a leggere una partita. Il croato, ad esempio, sbagliò durante il primo mandato a rendere Villa Rostan la prima casa dei calciatori. Essi vi passavano la maggior parte del tempo, una sorta di ritiro a tempo indeterminato che ha retto finché arrivavano i risultati. Da dicembre il crollo che il vero ritiro non ha attutito, essendo ormai un’arma anestetizzata. Juric, gli va dato atto, aveva capito e corretto in parte l’errore già dall’anno scorso.

Davanti ai media talvolta gli scappava qualche parolaccia, non diretta a chi lavora. Ma è davanti alle tv che il carattere leonino di Juric si è sempre spento. Nelle precedenti uscite dava l’impressione di subire il microfono, forse perché il periodo non è mai stato roseo. Una sopraffazione tanto emotiva quanto desueta per un onesto lavoratore abituato ad assumersi ogni responsabilità derivante dall’impiego. Il terzo mandato del tecnico del Grifone ha una sola missione: riportare il sereno. Nessuna rivincita, tanto quella più grande se l’è già presa con la salvezza miracolosa di due anni fa. Tutti, da Preziosi all’ultimo dei tifosi, sperano che la terza volta di Juric sia quella buona.

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