I tanti pensieri per Ballardini dopo la sconfitta con la Fiorentina

Il tecnico sembra ancora offuscato nelle scelte e nella composizione tecnico tattica delle squadra. In settimana arrivano due impegni alla portata del Genoa: Bologna e Verona

3558
Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Non è bastato il professor Zangrillo, a tirare su il morale di Preziosi, dopo la sciagurata gara con i viola. Preziosi, lo si è visto molto contrariato dopo il gol (fantascientifico per uno come Saponara) del vantaggio viola. Pensava già, forse, alla cessione, al suo “Tresette” che si avvicinava.

E forse anche era col pensiero già a Salerno, dove il suo amico Lotito, lo vorrebbe probabilmente come presidente.

Vedremo cosa accadrà: il 22 settembre si avvicina. Ma soprattutto si avvicinano (o forse sono già arrivati) i pensieri per Ballardini. Pensieri non stupendi (come direbbe Patty Pravo) perché, onestamente, questo Genoa non va molto bene.

Quando qualcosa va male, si sa, la colpa non è di una sola persona, ma si coinvolgono un po’ tutti i responsabili. Primo il tecnico, che sembra ancora offuscato nelle scelte e nella composizione tecnico tattica delle squadra. Altrimenti non si capirebbero queste soluzioni iniziali (una sola punta) o certe sostituzioni oppure continui cambiamenti di formule (un’accozzaglia di numeri: 5-3-2, 3-5-2, 4-2-3-1 ecc…

Morale: la squadra regge per qualche tempo, ma poi crolla per uno o due errori individuali. Curiose sono poi le esternazioni banali del tecnico, come: «Loro bravi, noi meno bravi». Ok, ma che vuol dire? E ancora: «Dobbiamo essere più pericolosi». Già: ma di chi è la colpa se non si è pericolosi? Di è la colpa se «non siamo stati bravi nei disimpegni».

Ballardini dovrebbe svegliarsi da un certo sogno che gli fa dire: «la nota positiva è che restiamo squadra, anche nelle difficoltà».

Ma cosa significa? Che quando i viola imperversavano con il loro gioco e stavano mettendo in difficoltà i rossoblù, si manda in campo un Biraschi che (con tutto il rispetto) è in una drammatica “non forma”, tanto da causare il primo gol di Saponara? E significa che, dopo un primo tempo abbastanza logico e che aveva dimostrato di poter almeno contenere i viola sul pari, si cambiano ben cinque giocatori (anche se, come abbiamo sempre sostenuto, i cambi sono importanti), costringendo a fare un gioco diverso o comunque di assestamento ulteriore rispetto al primo tempo?

Da ricordare: a queste scelte che coinvolgono tecnico e giocatori (li abbiamo visti senza eccessive motivazioni, che sono le caratteristiche fondamentali per una buona prestazione) quando le cose non vanno bene per il Genoa si aggiunge purtroppo anche un altro elemento. Arriva l’arbitro che non fischia un fallo di rigore su Berhami che anche il Var non aveva visto!

Comunque, ora il Grifone è a 3 punti in classifica e ha due partite, come si dice, “alla portata”: Bologna fuori (dopodomani) e Verona (sabato) in casa. Preziosi spera di vincere col “Tresette” e Ballardini, da buongustaio, mangiare i tortellini. Speriamo.

Vittorio Sirianni

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.