GRIFO D’ATTACCO – Perché?

Alcune domande sulla crisi rossoblù solo in parte mitigata dalla vittoria in Coppa Italia

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Il Genoa supera a fatica l’Ascoli e guadagna l’ottavo di finale di Coppa Italia. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, direttore artistico e responsabile dello sport di Antennablu, nella 148ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Il Grifone sta attraversando un altro momento complicato. «Ingenuamente il ragazzino che è in me si chiede: “perché?”. Perché le costanti difficoltà di una squadra rinata nel 2007? Perché le continue crisi dopo la doppia qualificazione in Europa, i campioni, le doppiette nei derby del 2008-2009 e 2010-2011 e i complimenti unanimi per il tipo di calcio espresso? Perché il progressivo disinnamoramento dei genoani (ieri sera 1825 paganti)? I problemi tecnici del Genoa sono iniziati nel 2016 da quando Gasperini ha lasciato il Grifone».

Dopo il ko con il Toro sono nate le prime critiche attorno alla filosofia di Thiago Motta. «Fatico a inquadrarlo nonostante segua il calcio da oltre quarant’anni. Non capisco perché manchi di un undici titolare, perché metta in discussione senatori come Criscito e Schöne (spero per spronarli nel rendimento). Inoltre non capisco se il suo disincanto analitico dopo ogni partita sia un bene o un male per questa squadra. Il Genoa è in crisi e già a dicembre i tifosi sono costretti a tracciare le tabelle salvezza, bisogna essere franchi».

Nonostante tutto il Genoa è agli ottavi di Coppa Italia. «Quanta noia contro l’Ascoli e quanti errori tecnici, mitigati in parte solo dal subentro di Pandev che ha alzato la qualità del gioco. Il Genoa ha confermato la consueta fragilità difensiva: ora i rossoblù hanno subito gol da una squadra di C (l’Imolese), di B e da squadre di alta e bassa Serie A. Per fortuna Pinamonti è tornato al gol ribadendo la sua centralità in attacco».

Domenica pranzo in Salento. «Il Lecce è una squadra ben allenata da Liverani che grosso modo ha confermato l’impianto dello scorso campionato. Il Via del Mare sarà rovente e questo richiederà un Genoa sereno che dovrà appellarsi ai propri principi di gioco e a una maggiore efficacia sotto porta».

Voglio mandare un ultimo saluto a Paolo Cavanna, un amico prima che un editore, un omone generoso che amava la sua tv come un figlio. Uno spirito sempre giovane che ha scommesso sulla mia persona e sulla mia figura radiotelevisiva – Beppe Nuti

RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO CONSENTITA SOLO PER ESTRATTO PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.PIANETAGENOA1893.NET

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