Genoa sconfitto col Milan a Marassi negli ultimi due confronti

Il bilancio però è a favore del Grifone. Lo scorso anno partita giocata di lunedì alle 15 tra mille polemiche

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Genoa-Milan riporta alle polemiche per l’assurda decisione dell’Osservatorio di fare disputare l’ultimo confronto di campionato di lunedì alle ore 15. La partita della 20a giornata (1a di ritorno), giocata il 21 gennaio scorso in uno stadio semideserto per la protesta della tifoseria, ha visto la vittoria della squadra ospite per 2-0. Il risultato è maturato nella ripresa dopo un primo tempo soporifero: vantaggio rossonero con Borini al 72′, traversa di Veloso pochi minuti dopo e gol conclusivo dell’ex Suso all’83’.
Sconfitta genoana è stata anche nel match dell’11 marzo 2018, 28a giornata: 1-0 per i rossoneri grazie ad un gol allo scadere dell’ultima azione del tempo di recupero di testa di Andre Silva. Una sconfitta immeritata per il Grifone di Ballardini che avrebbe quanto meno meritato il pareggio (annullato dal Var un gol a Rigoni).
La sfida col Milan di sabato sera sarà la numero 69 in casa dei rossoblù. Il bilancio sorride al Genoa dato che nei 68 precedenti (di cui uno a Novi Ligure, 4-3 nel 1921 e uno a Lucca, 0-1 nel 1974) giocati per 67 volte in A e una volta in B (0-0 nel 1981), ha conquistato 25 vittorie (23 sono stati i pareggi e 20 le vittorie rossonere) segnando 84 reti e subendone 82. A queste partite bisogna anche aggiungerne una di Coppa Federale (1-0 nel 1916), una di qualificazione alla Coppa Europa Centrale (1-1 poi 2-0 per sorteggio nel 1929) e due di Coppa Italia (2-1 dopo i supplementari nel 1937 e 2-2 nel 1985).
Prima delle due affermazioni rossonere il Genoa vinceva col Milan dalle tre stagioni precedenti. Il 25 ottobre 2016 (10a giornata) il Grifone di Juric, reduce dalla sconfitta nel derby, si riscatta infliggendo ai rossoneri lanciati in classifica dell’odiato Montella un pesante 3-0. Ninkovic all’11’, autorete dell’ex Kucka all’80’ e Pavoletti all’86’ sono gli autori delle reti genoane. Milan ko con l’aggravante dell’espulsione di Paletta ad inizio ripresa (CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI)
Nel campionato precedente (27 settembre 2015, 6a giornata) decisivo è stato un missile su punizione calciato da Dzemaili al 10’ direttamente nel sette alla sinistra del portiere spagnolo Diego Lopez. Vittoria meritata per il Genoa che ha sofferto solo nel finale un Milan riversato in avanti alla disperata ricerca del pareggio. Stesso risultato anche il 7 dicembre 2014, grazie al gol firmato dal futuro rossonero Luca Antonelli al 32’ di testa sotto la Nord.
Queste vittorie hanno interrotto la serie di tre sconfitte consecutive (1-2 il 7 aprile 2014 con le reti di Taarabt – passato anche al Genoa – nel primo tempo, del giapponese Honda al 56’ e dei rossoblù al 73’ grazie alla deviazione di Abbiati con la schiena dopo una violenta conclusione di Marco Motta sul palo; 0-2 con reti di di Pazzini e Balotelli l’8 marzo 2013 e altro 0-2 con gol di Ibrahimovic e Nocerino il 2 dicembre 2011).
L’ultimo pareggio si è registrato il 6 febbraio 2011 (1-1 gol di Pato al 29’ per il Milan e di Floro Flores al 46’ per il Genoa) mentre la vittoria precedente del Genoa alle ultime tre risale al 9 maggio 2010. Si giocava la penultima giornata di campionato ma il Ferraris veniva lasciato vuoto per un’incomprensibile decisione dell’allora Prefetto di Genova a causa di alcune scritte minacciose verso la tifoseria del Genoa comparse però a Milano: sarebbe bastato semplicemente vietare la trasferta ai milanisti o quanto meno far accedere all’impianto solo gli abbonati. Allora i rossoblu, tranquilli a metà classifica, si imponevano 1-0 grazie a un gol di Sculli all’inizio della ripresa che bissava così la rete e il successo dell’anno precedente (2-0 il 14 settembre 2008, seconda giornata, con il primo gol di Milito in serie A su rigore nel finale).
Nella prima giornata del tanto atteso ritorno in A del Genoa dopo 12 anni, il 26 agosto 2007, Il Genoa cede nettamente (0-3) al Milan fresco campione d’Europa per i gol di Ambrosini al 21’ e la doppietta di Kakà nei minuti finali della frazione.
Tra le partite da ricordare il 2-2 del 6 giugno 1993 (vantaggio genoano con Caricola al 14’, pareggio di Simone al 59’, sorpasso rossonero con Papin 63’, e pari definitivo del compianto Andrea Fortunato sotto la Nord al 80’) che significò salvezza matematica per il Grifone; il 2-0 del 15 aprile 1984 firmato Onofri e Briaschi nella ripresa che alimentò speranze di salvezza poi purtroppo disattese; l’1-0 del 10 aprile 1977 (rete decisiva di Damiani al 10’) che avvicinò il Genoa alla salvezza; il bel 3-1 del 6 novembre 1955 (con reti di Paolo Pestrin, Attilio Frizzi – 61 gol in 5 stagioni al Genoa – e del grande Riccardo Carapellese; di Valli la rete dei meneghini), il 3-0 del 9 maggio 1915 nella poule scudetto finale (gol di Walsingham, Berardo e De Vecchi), tassello fondamentale verso la conquista del settimo titolo. Il Milan è anche l’autore del più pesante ko casalingo della storia del Genoa: 0-8 il 5 giugno 1955. Il Grifone già salvo cede alla terzultima giornata di fronte al Milan lanciato verso lo scudetto: Nordhal (tripletta), Schiaffino, Frignani (doppietta per entrambi) e Liedholm trafiggono inesorabilmente il povero Franzosi.
Infine, è giusto ricordare sempre la sfida mai giocata del 29 gennaio 1995 che venne rinviata al 15 febbraio (1-1 il risultato) a causa dell’uccisione di Vincenzo “Claudio” Spagnolo fuori dallo stadio prima della partita per opera della follia omicida del tifoso milanista Simone Barbaglia.
Il primo incontro della storia disputato a Genova (che è anche il primo in assoluto tra le due squadre) risale al 5 maggio 1901, finale del quarto campionato nazionale. Il Genoa, forte già di tre allori nelle precedenti edizioni, sfida il Milan che partecipa per la prima volta al campionato e che in semifinale ha eliminato la Juventus. Allo stadio di Ponte Carrega i tifosi del Genoa sono pronti a festeggiare il quarto titolo ma è invece il Milan a vincere partita e scudetto grazie alla rete del britannico Kiplin e alla doppietta di Ettore Negretti. Il Genoa si prende la rivincita l’anno successivo, il 13 aprile 1902, battendo i rossoneri per 2-0 sempre a Ponte Carrega, grazie ai gol dello svizzero Attilio Salvadè (unica rete in 11 presenze rossoblù tra il 1902 e il 1905) e di Enrico Pasteur, conquistando così il quarto titolo nazionale.

Francesco Patrone
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