Andreazzoli contro Giampaolo: il bivio dei tecnici

Il genoano è partito bene prima di spegnersi ai primi vagiti della crisi, il milanista non ha mai convinto

472
Andreazzoli Genoa
Aurelio Andreazzoli (foto di Genoa CFC Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Andreazzoli contro Giampaolo, stesso passato, differente futuro. Il tecnico del Genoa e l’allenatore del Milan hanno molte cose in comune: vengono dalla gavetta, empaticamente derogano gli schemi convenzionali, hanno allenato l’Empoli conferendogli una precisa identità di gioco. E infine entrambi faticano nelle loro nuove realtà. Andreazzoli è partito bene ma poi si è spento ai primi vagiti della crisi, Giampaolo non ha mai convinto i milanisti. Un’altra cosa li accomuna ma solo nella teoria: avrebbero bisogno di tempo e di fiducia per lavorare. Il calcio talvolta è crudele e domani sera Genoa-Milan scenderanno in campo al Ferraris con in palio tre punti e due settimane di serenità.

Probabilmente la vittoria non basta a nessuno dei due per esentarsi del tutto dal paventato licenziamento. Aurelio Andreazzoli, da questo punto di vista, rischia molto di più di Giampaolo, ufficialmente confermato dal direttore dell’area tecnica Paolo Maldini. Sulle spalle del Grifone c’è molta pressione, forse troppa, come se fossero le ultime partite della stagione. Per questa ragione il Ferraris deve tornare a essere un fattore costruttivo per il club più antico d’Italia. La spinta degli oltre 22mila genoani sarà fondamentale per fortificare i giocatori e scacciare qualche paura a livello di subconscio.

«Presumo che possa aver pesato tornare nel nostro stadio dopo due sconfitte di fila» spiegò Andreazzoli dopo lo scialbo 0-0 con il Bologna. Un punticino, tra l’altro l’unico conquistato nelle ultime quattro partite. Ma di quella post conferenza fece discutere l’elogio del mister a Radovanovic, indicato come emblema dell’applicazione tattica e dell’abnegazione: «Se ce ne fossero stati undici come il serbo parleremmo di un’altra situazione». Così, dopo le pesanti sconfitte maturate contro Lazio e Fiorentina, Genoa e Milan si sono scoperte incredibilmente vulnerabili e pericolosamente vicine alle ultime posizioni della classifica, seppur corta dopo sei giornate. Andreazzoli contro Giampaolo, stesso passato, differente futuro.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.