Gazzetta dello Sport, il nuovo Genoa killer su palla inattiva

Erano il tallone d'Achille dello scorso anno

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Piatek
PIatek gioia (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Punizione di Hiljemark e stacco di testa, imperioso, di Krzysztof Piatek. Angolo calciato da Romulo e simil-zuccata del polacco, a suggellare una prova da sogno col quarto gol della serata, quarta marcatura che peraltro porta il suo nome. Chiaramente la cartolina da prima pagina del nuovo Grifone non potrebbe esser che una gigantografia del polacco, ariete numero 9 che Enrico Preziosi ha consegnato nelle mani di Davide Ballardini per dare un cambio di marcia alla storia recente del Genoa dopo un’annata più che mai travagliata sotto il profilo offensivo.

Così, riporta stamani La Gazzetta dello Sport, il nuovo Genoa ha subito mostrato una differenza sostanziale con quello del 2017/18: l’abilità nello sfruttare le palle inattive, oltre pure a una verticalità impressionante. Da copione il lancio di Biraschi per il 2-0 rossoblù, permettendo a Piatek di aprire il destro fulminando Vigorito, da applausi il 3-0 nato da un assist di Kouamé e firmato ancora dal polacco non prima però di circumnavigare il portiere del Lecce e gonfiar la rete a porta vuota. Normale che la rosea celebri l’ariete del Genoa, dunque, mattatore della gara con un poker storico, ma dietro alle reti c’è tanto lavoro oscuro da parte di Ballardini. Per un Grifone che, ieri sera, ha manipolato a proprio vantaggio i punti deboli dello scorso anno: le palle inattive.

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