Al Genoa manca regolarità

Il Grifone non riesce ad avere questa caratteristica nei risultati: oggi ha perso una grande occasione per mandare al tappeto una diretta concorrente per la salvezza. Appello ai giocatori: in settimana sarebbe più opportuno non rilasciare dichiarazioni, ma concentrarsi soltanto sul derby

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Marco Liguori

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Il campionato è una gara per regolaristi nei risultati: chi non ha questa caratteristica incorre in guai seri. La partita di oggi, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, giocata sotto il sole scintillante del Salento è la fotografia del Genoa: primo tempo di gran spessore, poi nella ripresa il calo con il rischio di finire nel baratro di un’altra sconfitta. E non aver vinto in casa di una diretta concorrente per la salvezza lascia tante perplessità sul futuro di questa squadra. Peccato, si dirà: ma con le recriminazioni continue (come avvenuto, ad esempio, col Torino) non si conquista la permanenza in serie A. Questo andamento ondivago del Grifone deriva in gran parte dalle scelte errate del presidente Enrico Preziosi, come ha scritto la scorsa settimana Federico Santini: inspiegabile l’andirivieni di allenatori, di direttori sportivi (ma Capozucca non era meglio tenerlo?) e di giocatori. Non si capisce più nulla. Il mercato di gennaio si avvicina e si deve comprare un centravanti da oltre 10 gol (come Borriello nel 2012-13, ripeto) e un centrocampista di interdizione: ci saranno anche plusvalenze? Vedremo.

Ma torniamo alla partita di Lecce. Nel primo tempo, il Grifone ha dominato: il tiki-taka di Thiago Motta sembrava dare una dura lezione alla Liverani band, grazie anche a un Pandev letteralmente scatenato che ha realizzato anche un eurogol. Poi lo 0-2 su rigore sacrosanto, trasformato da capitan Criscito. I rossoblù hanno avuto più occasioni per portarsi sullo 0-3 e chiudere la partita: Agudelo si è mangiato il gol più clamoroso. Se fosse entrata la terza palla nel sacco, ben difficilmente i giallorossi salentini si sarebbero rialzati: invece il risultato è rimasto fermo sullo 0-2. A qualcuno sarebbe dovuto venire in mente la remuntada compiuta dai padroni di casa contro il Cagliari, formazione molto più in forma e più in alto del Genoa attuale. I cambi di Liverani e l’atteggiamento aggressivo unito alla forma fisica dei suoi uomini aveva consentito di raccogliere un prezioso 2-2: anche oggi è accaduta la stessa cosa, con l’aggravante che i rossoblù ce l’hanno messa tutta per farsi raggiungere. A cominciare dalle espulsioni di Agudelo prima e di Pandev poi: non c’entra nulla Rocchi, è stata i minuti di follia di entrambi a far decidere all’arbitro di estrarre il cartellino rosso (per Pandev doppio giallo). La squadra di Motta ha perso la testa: il tecnico ha commesso un errore nel sostituire Schöne, invece di richiamare Agudelo, stanco e già ammonito, e di rafforzare il centrocampo con Cassata. I nove rimasti in campo hanno avuto un merito importante: hanno saputo soffrire ed evitare la sconfitta. Ma ciò non distoglie dal fatto che si è persa un’enorme occasione di mettere alle corde un avversario diretto.

Sabato sera si giocherà il derby. In palio nella “madre di tutte le partite” ci saranno i punti necessari per evitare la serie B: con la sconfitta dell’avversario, il Grifone ha un solo punto di svantaggio. Il Genoa dovrà giocarla alla garibaldina, con tanta fame e grinta per conquistare un risultato positivo. A proposito, raccolgo l’appello lanciato da tanti genoani: sarebbe più opportuno se i giocatori non rilasciassero dichiarazioni per tutta la settimana e si concentrassero esclusivamente sulla partita. Passo e chiudo!

P.S. Dimenticavo: Agudelo e Pandev mancheranno al derby. Assenze che peseranno (soprattutto quella del macedone) molto sul Genoa.

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