GRIFO D’ATTACCO – Ultima fermata

Pianetagenoa1893.net incontra Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Genoa Lapadula Piatek Sandro
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Due giornate al termine del campionato e altrettanti punti da difendere dall’assalto del Crotone. Il destino del Genoa è tra le mani del Genoa, e anche negli altri scontri diretti. Il Grifo è stato battuto dal già retrocesso Palermo, una brutta prestazione che ha scacciato la gioia accumulata dopo il successo sull’Inter. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 41ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Le sconfitte salgono a diciannove, meno uno dal record negativo del secondo dopoguerra. Da Palermo a Palermo: ai problemi nati in quella maledetta partita di dicembre non è stata posta una pietra sopra. Restano due punti di vantaggio da amministrare. E per fortuna che la Roma ha battuto la Juventus: ora i bianconeri avranno uno stimolo in più per battere il Crotone, se vorranno festeggiare il titolo di fronte ai propri tifosi. La speranza è che non ci sia una nuova ‘Fatal Verona’. Al Genoa basterebbe un punto per salvarsi in caso di successo della Juventus“.

Ha avuto pure lei la sensazione che il Genoa non avrebbe segnato nemmeno con dieci attaccanti? E’ vero. Juric le ha provate tutte, dal 3-5-2 al 4-2-4 finale ma è stato tutto inutile. Il Genoa non avrebbe fatto gol. Chissà perché la squadra è entrata così male in campo nel primo tempo della partita della vita: dovevano correre a cento all’ora tutti quanti. Nel secondo tempo qualcosa è migliorato, Palladino ha portato imprevedibilità mentre Simeone si è sbattuto con grande cuore. Francamente dispiace la sostituzione di Cataldi dopo venti minuti, tra i rossoblù non era l’unico peggiore in campo“.

Pinlla, Lamanna, Lazovic, Veloso… tutti male… Chi ha sfiorato la sufficienza?Direi Biraschi, Palladino, Muñoz e Simeone. Di Pinilla non mi è piaciuto soprattutto l’atteggiamento dimesso e svogliato. Lamanna ha fatto entrare la palla di tre cm, difficile capire perché non l’abbia alzata in angolo. Adesso ci vogliono giocatori come Pandev, un uomo d’esperienza che sa trascinare il gruppo. Simeone poteva partire dal primo minuto, sarebbe stato un rischio ma Juric doveva pensare al presente: contava il Palermo, non il Torino. Non ho capito le sue scelte iniziali e le domande irrisposte che ha palesato nel post partita“.

Contro il Torino cosa può succedere? Sarà durissima ma il Genoa deve giocare per vincere, deve volere fortemente i tre punti e basta, nessun calcolo: non pensino a pareggiare. Di punti se ne sono persi troppi durante la stagione, sei al Palermo e quattro al Pescara, tanto per citarne alcuni. I tifosi sono chiamati a un grande sforzo, lo so, però sarà l’ultimo della stagione al Ferraris. Ci vorrà l’aiuto di tutti all’ultima fermata per la salvezza del Genoa. Domenica la dirigenza dovrà essere presente al gran completo allo stadio, a prescindere dal risultato (ed esito) finale“.

Alessandro Legnazzi, Beppe Nuti

RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO CONSENTITA SOLO PER ESTRATTO PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.PIANETAGENOA1893.NET

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