Salvate il soldato Genoa

Dopo l'ennesima inconcepibile, inqualificabile e allucinante a Palermo occorre che il Ferraris sia strapieno di tifosi, oltre alla presenza di Preziosi e della dirigenza: i giocatori devono sfoderare una prestazione come quella fornita con l'Inter

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Marco Liguori (Pianetagenoa1893.net)
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Miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, di fronte all’ennesima prestazione inconcepibile, inqualificabile e allucinante del Genoa a Palermo ho soltanto un appello da fare: salvate il soldato Genoa! In questo momento prevale la rabbia per la sconcertante sconfitta: ma domenica bisogna spingere il Grifone verso la vittoria. Soltanto i tre punti contro il Torino garantirebbero la salvezza, sperando in un pareggio del Crotone fuori casa contro la Juventus ormai campione d’Italia, e in un passo falso (pareggio o sconfitta) dell’Empoli in casa contro l’Atalanta: in modo che la retrocessione sia un affare riguardante calabresi e toscani. Ironia della sorte: il futuro del Genoa dipenderà anche dall’ex tecnico Gian Piero Gasperini. Ma i rossoblù devono puntare sulle proprie forze e vincere, senza pensare alle sciagure o successi altrui: devono ritornare lo spirito e la voglia della squadra vista contro l’Inter, altrimenti la permanenza in serie A sarà un miraggio.

Oggi Juric ha commesso un grave errore: schierare Pinilla dal primo minuto, dopo una squalifica per cinque giornate per la scenata isterica contro l’arbitro Gavillucci nella gara contro l’Atalanta al Ferraris. Di più: l’errore ancor più grave è stato quello di aver preso a gennaio il centravanti cileno, che non giocava da tanto tempo. Il resto lo ha fatto Lamanna, che si è fatto trovare avanzato sul colpo di testa di Rispoli, e la squadra che è stata completamente imballata davanti a un avversario ormai retrocesso, ma che ha fornito una prestazione dignitosa. Il problema principale del Genoa è che, oltre a non avere qualità, non riesce a risollevarsi se passa in svantaggio, com’è accaduto tante volte da quella sciagurata partita contro i rosanero dell’andata al Ferraris. Purtroppo è accaduto anche oggi con puntualità allarmante. Dunque, gli schemi e i moduli c’entrano fino a un certo punto: sono i giocatori che scendono in campo e che devono mostrare rispetto per la maglia del club più antico d’Italia. Occorrerà che domenica tutto lo stadio ricordi, come aveva fatto la Gradinata Nord contro l’Inter, la celeberrima frase del Professor Franco Scoglio: “Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto, posi la borsa e si tolga le scarpe”. Via dunque chi non se la sente di lottare: in campo subito chi ha “fame” di voler giocare e contribuire al raggiungimento della salvezza. E oltre alla presenza in massa dei tifosi, è auspicabile anche quella del presidente Enrico Preziosi e di tutta la dirigenza rossoblù al completo: i giocatori devono sentire sul capo l’importanza della posta in palio. Salvate dunque il soldato Genoa: passo e chiudo!

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