Il FantaVar Genoa – Le perplessità sulle scelte di Juric

Se il tecnico rossoblù avesse potuto richiedere l'uso della tecnologia due episodi non avrebbero sfavorito il Grifone. Perché non ha convocato Rigoni, Pellegri e Salcedo? Perché schierare una mediana a due inferiore numericamente a quella dell'Udinese?

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Marco Liguori (Pianetagenoa1893.net)

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Minuto 14 del primo tempo: Ivan Juric chiede all’arbitro Maresca l’utilizzo del Var per la punizione inesistente in favore dell’Udinese. La tecnologia conferma che Veloso ha toccato il pallone con la coscia e non con la mano. Minuto 68: Juric chiede ancora al direttore di gara l’impiego del Var per rivedere il brutto fallo di Behrami su Biraschi e l’intenzionalità del giocatore dell’Udinese già ammonito nel primo tempo. L’arbitro annuisce, guarda il video ed estrae il cartellino giallo e subito dopo quello rosso. Avrete capito, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, che questo è mio racconto da “FantaVar”: nel sistema dell’italica pedata non è ammesso che l’allenatore possa chiedere (come accade in altri sport) per una volta in ciascun tempo l’utilizzo della tecnologia. Tempo addietro avevo espresso dubbi sul fatto di accentrare l’uso esclusivo del mezzo nelle mani dell’arbitro che avrebbe potuto creare polemiche: così purtroppo è stato e così proseguirà fino alla fine del campionato, ogni benedetta giornata. Questi due episodi pesano molto a sfavore del Grifone: con il risultato di parità e con due uomini in meno, contro un rossoblù (Bertolacci) espulso, le cose avrebbero potuto andare in modo differente. Ma il regolamento afferma altro e bisogna rassegnarsi a quanto è stato deciso.

Ciò non deve però essere una scusante per i rossoblù che hanno perso una gara che avrebbe dovuto essere alla loro portata. Ieri sera, nel mio articolo di presentazione sulla partita, avevo spiegato che un centrocampo a due, con Veloso e Bertolacci che non sono incontristi, si sarebbe potuto trovare in difficoltà contro quello a tre dell’Udinese con giocatori non particolarmente dotati di tecnica, ma di buona solidità e resistenza fisica come Behrami, Barak e Jankto. Aggiungiamoci anche altri due elementi che danno perplessità: non si è capito nulla della posizione di De Paul che agiva da esterno di centrocampo (con l’Udinese schierata con un 4-4-2) e d’attacco e che in più c’erano gli inserimenti di Jankto in fase offensiva. Il gol “a carambola”, scaturito dalla punizione inesistente, è stato poi un capolavoro negativo della difesa: ma è mai possibile che non ci sia un giocatore che spazzi via il pallone in tribuna, per evitare capitolazioni di quel tipo? Torniamo in mediana: perché Juric ha fatto giocare Bertolacci e non Omeonga? Con quest’ultimo c’è stato un po’ più di filtro contro la difesa che nel primo tempo si vedeva arrivare gli avversari dentro l’area. Altra perplessità: perché mettere Lapadula dal primo minuto, se lo stesso allenatore non lo vedeva al top della forma? E soprattutto, farlo giocare su un terreno appesantito dalla pioggia: sarebbe stato più opportuno collocare il “panzer” Galabinov come centravanti. Altra perplessità: perché tenere non convocare Pellegri, Salcedo (finora sempre con la prima squadra) e Rigoni? E’ un mistero la mancata chiamata del centrocampista: la sua irruenza e la sua velocità oggi avrebbe fatto comodo. Non solo: l’anno scorso aveva cavato diverse castagne dal fuoco contribuendo alla salvezza. Gran finale: si è vista una prestazione decente soltanto negli ultimi 15-20 minuti, con (finalmente) dei tiri in porta, ma la parte restante è stata mediocre. Occorre un’inversione di tendenza.

Fin qui la serie di perplessità che ho rilevato: ci sono per fortuna anche dei segnali positivi. Innanzitutto, il Genoa ritrova Perin in gran forma che ha svolto due interventi decisivi. Poi c’è Taarabt che sembra avviato sulla strada della forma migliore. Come dicevo prima, Omeonga potrebbe essere un centrocampista di interdizione. Aggiungo che forse si potrebbe raccogliere qualcosa in più con un cambio di modulo più coperto: 3-5-2 (alternativa 3-5-1-1) oppure 4-2-3-1. Importante: si chiuda al più presto la trattativa tra Enrico Preziosi e Giulio Gallazzi per la cessione del club. L’incertezza crea soltanto guasti alla squadra. E sperando, come accennavo già ieri sera, che la Figc si decida a concedere la grazia a Izzo: il suo rientro in campo è fondamentale per il Genoa. Tutto ciò sarebbe opportuno che si risolvesse prima di domenica sera quando scenderà la Lazio al Ferraris, un avversario da prendere con le molle che oggi ha demolito il Milan favorito per lo scudetto. Passo e chiudo!

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