Prandelli, il condottiero rossoblù da tenere ben stretto

Raramente abbiamo visto un tecnico che sa leggere così bene le partite e sa fare egregiamente le sostituzioni. A proposito: basta col "tafazzismo" pensando a Piatek e Pavoletti, il Genoa ha l'ottimo Sanabria

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Vittorio Sirianni
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E’ vero, ha segnato Piatek; è vero, ha segnato Pavoletti (ma poi chissà perché andiamo a cercare Pavoletti…è una forma di tafazzismo?). Ma è anche vero che ha segnato Sanabria. Uno che in quattro partite ha messo a segno tre gol. In sostanza segna come Piatek, con la stessa frequenza. Dunque, finiamola di pensare a Piatek anche se è un grande campione, ecc…ecc…

Abbiamo un attaccante là davanti che, al momento, non ha fatto rimpiangere nessuno: gioca, segna e probabilmente segnerà ancora tanto. Prandelli però deve capire di mettergli vicino Kouamé che lo aiuti meglio a trovare palle gol.

Ecco uno dei tratti tattici che sono venuti fuori, proprio domenica contro la Lazio che aveva 13 punti di distacco dal Genoa, ma che in campo è apparsa per molto tempo in balia del Grifo. Totalmente in balia negli ultimi 25 minuti.

Si diceva di Kouamé e di Sanabria, quando Prandelli ha sostituito due giocatori (Lazovic e Radovanovic) con Bessa e Pandev è cambiato tutto: ci è sembrato di capire che un Pandev alle spalle di Kouamé e di Sanabria forse potrebbe dare più spinta a tutto il reparto offensivo.

Resta comunque una bella pagina scritta dal Grifo, a cominciare da Radu che se non salvava quella bordata di Badelj, nel secondo tempo, chissà come andava a finire. Per proseguire con Criscito e quella sua staffilata (alla Branco….) che ha fatto esplodere lo stadio. E si è vista la sua maglia, che ama veramente, volare verso i tifosi, proprio verso quella “Nord” che Criscito ha conosciuto e amato per 10 anni. Un momento commovente! E’ stato come un grande regalo che mi facevano quando ero bambino, “una gioia da fanciullo” come ha detto lui, quasi con le lacrime agli occhi.

E poi ecco che stiamo capendo quanto sia importante la presenza di un allenatore che sa di calcio. Tutti (diciamo meglio: molti) pensavano che Prandelli avesse accettato il Genoa per venire a “svernare”, data la sua lunga assenza dal mondo del calcio. Invece s’è capito che è arrivato qui per cavar fuori tutta quella grande esperienza che molti pensavano non avesse più. Non solo: il tecnico sta lavorando sodo e soprattutto sta cercando di capire meglio quale sarà il modulo per sfruttare veramente le capacità dei vari giocatori in rapporto alle loro caratteristiche tecnico-umane.

Alcuni obiettivi Prandelli li ha già raggiunti: ad esempio la difesa funziona (al di là di qualche ingenuità come il gol subito), ma i quattro dell’apocalisse rossoblù sono forti, intercambiabili, conoscono bene i meccanismi difensivi. In chiave offensiva si dovrà vedere: perché finora Prandelli pensava di giocare con il trio offensivo, ma s’è visto che forse sarebbe meglio giocare con il duo offensivo, molto più vincolato e stretto, che non far caracollare sulla sinistra lontano Sanabria e la “gazzella” Kouamé. Quindi, ad esempio un bel 4-3-1-2 andrebbe meglio. Comunque non sta a noi decidere: Prandelli cerca pian piano di capire e decidere, anche perché alcuni giocatori gli sono piombati addosso da poco tempo. E quindi non ha ancora bene individuato i veri ruoli dei vari Radovanovic, Rolon e Lerager.

Resta un dato molto significativo: raramente (almeno in questi ultimi tempi) abbiamo visto un allenatore che sa leggere così bene le partite e sa fare egregiamente le sostituzioni.

Ora dunque, quattro gare senza sconfitte: un gran record. E con altre due gare (Chievo fuori e Frosinone in casa) che dovrebbero portare il Grifo fuori da quel terribile tunnel che ha nome retrocessione…

Vittorio Sirianni

Prandelli (Foto Genoa cfc Tanopress)
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