Prof. Bassetti: «Il Covid-19 ha influenzato psicologicamente il Genoa a Napoli»

«Calcio vero? Dobbiamo attendere la scoperta del vaccino» spiega il virologo del San Martino

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Bassetti
Il Professor Matteo Bassetti dell'Ospedale San Martino di Genova (dalla sua pagina Instagram)

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Il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, è intervenuto durante la trasmissione “We are Genoa” in onda su Telenord. Tema, naturalmente, la bolla Covid-19 esplosa in casa rossoblù: «Errore di laboratorio sui quattordici positivi? No, sarebbe paradossale, sono stati fatti al meglio: il Genoa si appoggia al Policlinico di Genova che lavora per tutta la Regione Liguria. Quasi tutti sono asintomatici, credo si possa fare un tampone a sette giorni dal primo positivo (26 settembre, ndr)».

«Sinora i calciatori hanno avuto un trattamento preferenziale rispetto ai cittadini perché godono di un protocollo diverso, forse ingiusto perché il caso Genoa dimostra il limite dei tamponi. Dopo la positività di Perin occorreva una norma che vietasse di volare fino a Napoli» aggiunge il professore che non ha mai nascosto il tifo per il Grifone.

«Il 6-0 del San Paolo? Il Covid-19 ha influenzato la psicologia dei calciatori che hanno effettuati i tamponi di notte – spiega il prof. Bassetti – non va dimenticato che Lerager, ad esempio, era diventato padre da poche ore: quindi era normale che fosse preoccupato».

«Calcio vero? Fino a quando non ci sarà il vaccino non vedremo più la Gradinata Nord piena: in ogni caso, sono certo che ci saranno casi anche dopo la sua scoperta. Dobbiamo imparare a conviverci e smettere di stilare ogni giorno dei bollettini di guerra. È giusto, però, ripartire come sta facendo la Bundesliga: l’ingresso allo stadio va tarato sulla capienza dello stesso» chiosa Bassetti.

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