LA VERITA’ – La Lega Calcio chiede di giocare ma in realtà metà dei club non vuole

Ben 10 club spingono per lo stop. Oggi l'incontro con il ministro Spadafora che dovrà decidere sulla ripresa dei campionati

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Serie A lega stemma Sampdoria Genoa

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«E’ la solita bagarre. Solo il distanziamento sociale e un certo fairplay dovuto alla situazione impediscono ai padroni del calcio di entrare in modalità lite da ballatoio». Così inizia l’articolo del quotidiano La Verità sull’assemblea della Lega serie A, in cui, al termine, i presidenti dei club hanno votato all’unanimità di tornare a giocare. Intanto, Proprio ieri l’Uefa ha ribadito l’invito pressante di concludere campionati e coppe nazionali. Una raccomandazione che avrà probabilmente influito sul voto finale in Lega. Oggi, la palla passa al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che dovrà dare la decisione definitiva sulla ripartenza.

Il quotidiano spiega gli aderenti agli opposti schieramenti. Da un lato il leader del sì Claudio Lotito della Lazio, assieme a De Laurentiis (Napoli), Percassi (Atalanta) e i presidenti di Fiorentina, Roma, Verona, Cagliari, Parma, Sassuolo e Lecce: 10 voti a favore della ripresa. Dall’altro lato c’è il gruppo guidato da Urbano Cairo (Torino), con Cellino (Brescia) e i presidenti di Milan, Sampdoria, Bologna, Genoa, Spal e Inter. Infine Juventus e Udinese non hanno esposto un parere forte, ma sembrano più vicine al fronte del no. In pratica ci sarebbe una parità. Tuttavia, poiché il protocollo del gruppo di esperti della Figc guidati dal dottor Paolo Zeppilli è stato ritenuto convincente, è stata votata all’unanimità la richiesta di concludere la stagione. «Nonostante le divisioni. Perché 300 milioni di diritti tv sono un collante formidabile» chiosa il quotidiano.

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