GRIFO D’ATTACCO – Marroccu decisivo nelle “partite” per Ballardini e Buksa

Avanti con il tecnico romagnolo. Il blitz di mercato per il polacco ha sorpreso Dortmund e Porto

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Il giornalista Beppe Nuti, voce e volto storico delle emittenti radio-tv genovesi

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Il Genoa prosegue con Ballardini, il calciomercato e la riforma del palinsesto della Serie A dopo lo scossone dell’aggiudicazione dei diritti tv. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 222ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Genoa-Ballardini, avanti ancora un anno come da contratto. «Il direttore Marroccu ha interpretato un ruolo fondamentale nella “partita” della prosecuzione del rapporto con il mister: ciascuna parte ha dato massima priorità al bene del Genoa dopo una stagione conclusa con l’undicesimo posto. In settimana Ballardini avrà un vertice di mercato con Preziosi per delineare la nuova squadra che avrà bisogno di sedici titolari (e di giovani di prospetto come Kallon) giacché il calcio proseguirà con le cinque sostituzioni fino al dicembre 2022, come confermato dall’Ifab».

Quale sarà il modulo di riferimento del nuovo Genoa? «Con Strootman, Badelj e Rovella il 3-4-2-1 è più realizzabile rispetto al 4-2-3-1 poiché valorizza le migliori caratteristiche di questi calciatori nella zona nevralgica del gioco. Ho fiducia nella permanenza di Strootman: l’olandese è un professionista esemplare, che oltretutto si è innamorato di Genova, un punto di riferimento per Ballardini, determinante nello spogliatoio e una sorta di allenatore in campo che aiuta la crescita di Rovella. Il modulo a quattro è comunque una risorsa ma la difesa è da ricostruire con terzini come Reca e uomini rapidi e giovani: attendo il riscatto di Goldaniga, ragazzo serio e mai sopra le righe, e il lancio di Dumbravanu che giocò una buona partita in Coppa Italia contro la Juventus».

Invece che movimenti si aspetta in attacco? «Scamacca era l’uomo giusto ma l’assenza della pattuizione di una clausola d’acquisto ha reso il Sassuolo la parte contraente più forte. Al suo posto mi piacerebbe vedere in rossoblù Sam Lammers – ma non in prestito secco dall’Atalanta – o un graditissimo ritorno di Pavoletti: se sta bene fisicamente è il miglior colpitore di testa della Serie A e il Genoa ha un disperato bisogno di una torre che realizzi qualche gol da calcio d’angolo o comunque staccando in mischia. Con l’acquisto blitz del polacco Aleksander Buksa, classe 2003, il Grifone vola spinto dal vento dell’est come fu per Piatek e Shomurodov: la dirigenza rossoblù ha anticipato e battuto la concorrenza di Borussia Dortmund e Porto».

Lo spettro del calcio “spezzatino” pare allontanarsi. «Questa folle idea delle dieci partite in dieci orari differenti non troverà la luce: sarebbe stato l’ennesimo vilipendio ai tifosi, ai quali viene sempre chiesto e mai dato. L’assenza di contemporaneità è un colpo basso alle radio e alla regolarità del campionato. Il calcio, ormai da anni nelle mani delle televisioni private, è sull’orlo del baratro ma non sento parlare di riduzione dei costi e investimenti negli stadi per riaccogliere appassionati e famiglie. Approfitto di questo spazio per ricordare il capitano Roberto Derlin, mediano dal cuore rossoblù di una formazione del Genoa che molti, me compreso, ricordano a memoria: quanto sono distanti quei tempi e quel calcio…».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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