Il Genoa resta un ibrido. Radu, errore di gioventù

Suso e Donnarumma hanno fatto la differenza nei momenti topici della partita. Radu non si è fidato della presa per mancanza d'esperienza

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Radu Genoa
Radu in presa (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Il Genoa resta un ibrido costruito su due piani. Alla base ci sono le sembianze del gioco di Ballardini, sopra invece iniziano a intravedersi i connotati del calcio di Juric. É logico – perché il calcio ha una logica – che in campo scenda della confusione e le partire del Grifone siano distinte da errori e correzioni in corsa. Vedere per credere il primo tempo al Meazza: inizio timido, con tanti palloni in uscita persi, e reazione nella seconda parte. La differenza l’ha fatta un giocatore di classe come Suso che, al pari di De Paul domenica, ha avuto spazio e tempo per calciare senza che nessuno lo inducesse verso l’esterno. Quando fa così il Genoa dimostra di non avere un’anima ed esperienza.

Il cambio inerziale di metà primo tempo è durato fino al 70′. Il Grifo ha dominato la ripresa, palleggiando con disinvoltura nella metà campo rossonera senza però finalizzare (sic Piatek). Personalità, contrasti vinti e tecnica: allora c’è qualcosa di più oltre al solito e corri-e-pressa. Juric si è messo con il 4-4-2 con Zukanovic terzino, Bessa tornante in fase di possesso e Kouamé largo quasi vicino alla bandierina: così il Milan non è più uscito, fino alla giocata superlativa di Higuain che ha cambiato nuovamente l’andamento della gara. Lì il Genoa è crollato fisicamente, un’altra volta, segno che la condizione atletica è approssimativa e va curata.

La differenza, poi, l’hanno fatta i portieri nei minuti finali. Donnarumma ha neutralizzato un tiro a botta sicura di Lazovic da circa dieci metri, dimostrando una mostruosa rapidità ad andare a terra; Radu ha compiuto, invece, un peccato di gioventù dopo tre interventi di spessore. Il romeno non si è fidato della presa alta: in quel frangente un portiere deve travolgere, alla peggio subisce fallo ma non una rovesciata da uno dei peggiori in campo. Proprio per questo il Genoa resta un ibrido.

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