Genoa chiamato a un atto di forza contro il Bologna: l’arma è la semplicità

Caicedo verso il rientro, oggi primo allenamento dopo l'infortunio al flessore

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Destro Dragowski Genoa
Destro prova a superare Dragowski (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Per il Genoa la delicatezza della gara odierna con il Bologna è tangibile al pari del ritardo di preparazione che la squadra denuncia in questo avvio di campionato a tal punto da far allenare Felipe Caicedo sedutastante, con il Grifone in trasferta. L’attaccante ecuadoriano, asso del mercato estivo, è ciò che manca a Ballardini: un terminale di riferimento capace di svariare su tutto il fronte offensivo sgravando Destro di parecchi oneri al di fuori dell’area di rigore. Verosimilmente, e fatte salve sfortunate ricadute o impedimenti, Caicedo sarà convocato per la sfida di sabato con il Verona dove potrà intraprendere il cammino di ripresa del ritmo partita e della forma fisica. Nel mentre la squadra di Ballardini è chiamata a interpretare al Dall’Ara una partita da Grifo, umile e tosta, per riscattare l’ultima sconfitta con la Fiorentina, la terza in quattro gare, che ha suscitato non poche perplessità generali.

Dopo oltre cento panchine genoane, e conoscendo alla perfezione l’ambiente, Ballardini sa bene che per contrastare il vento della critica qualunquista, che oggi è soffio e domani burrasca, deve fare risultato contro il Bologna. La prerogativa è la semplicità tattica e la chiarezza nelle scelte giacché il Genoa contempla nella propria rosa le risorse tecniche per fare male agli avversari, reduci da un 6-1 tennistico contro l’Inter – ad agosto cinque reti subite dalla Ternana nel turno di Coppa Italia – e certamente smaniosi di provare il contrario: al netto degli schieramenti, difesa a tre ovvero a quattro come nel secondo tempo di Cagliari, è l’atteggiamento collettivo e la personalità dei leader che indirizzano l’inerzia di ciascuna partita, soprattutto in talune dove a scontrarsi sono squadre di pari livello. Il Genoa deve puntare su ciò che sa fare senza tentare nulla di nuovo, anche perché il mister non ha avuto il tempo materiale per organizzare sorprese.

I rossoblù non hanno ancora trovato un undici titolare, peraltro mutato da Ballardini in ciascuna delle cinque apparizioni ufficiali: la distinta di stasera andrà nella medesima direzione. Regge l’attenuante generica delle operazioni di mercato tardive che complicano il lavoro di amalgama dell’allenatore ma, tuttavia, è innegabile che il calendario sia propizio fino ai primi di novembre (Sassuolo, Torino, Spezia, Venezia ed Empoli in fila dopo la sosta) e già da oggi sarebbe un delitto sprecare tali opportunità. Vivere una partita alla volta, com’è nella filosofia dello sport, non impedisce di ragionare a medio termine. Al Grifone è chiesto un atto di forza, una risposta più caratteriale che di gioco, per cancellare i dubbi sopravvenuti nelle tormentate notti che hanno fatto seguito alla vittoria della Fiorentina al Ferraris e non soffrire il Bologna che ha delle buone qualità ma non così eccelse.

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