Genoa a Casteddu ancora con la versione “disossata”?

Perin, Criscito, Zappacosta, Badelj, Strootman e Scamacca sono i punti cardinali del Grifo

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Zappacosta Ballardini Genoa
Le indicazioni di mister Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Nemmeno troppo tempo fa la trasferta a Cagliari all’ultima di campionato era vista come un D-Day calcistico. Tirava un’aria strana, da imboscata tra i rovi, e dominava un provinciale senso di inferiorità verso la squadra di Semplici, risorta dalle proprie ceneri sul far della primavera. Una volta messo in salvo il Genoa, l’equivalente della storica Operazione Neptune messa in atto nel ’44 dagli Alleati è stata riporta nei cassetti delle strategie a fronte di una notevole, per non dire definitiva, ridimensionata dell’evento che si terrà sabato sera alla Sardegna Arena. Così lo scontro a tinte rossoblù, e tra direttori sportivi con percorsi di carriera tracciati in parallelo, torna alla più appropriata quota della classica partita di fine anno tra due squadre complessivamente insoddisfatte della propria stagione, e non più un ridondante duello medievale tra chissà quali guelfi e ghibellini.

L’agone di Cagliari-Genoa non si spingerà certo a sfiorare l’insopportabile limite della zuffa da saloon che ha posto termine a Lazio-Torino, con tanto di raccapriccianti strali da tastiera tra la Scarpa d’Oro della passata stagione e uno dei presidenti più abbienti del calcio italiano, e nemmeno avrà l’intensità della finale di Coppa Italia disputata ieri sera da due squadre motivate a vincere un trofeo. L’interesse per la partita sull’isola è comunque tenuto in vita da piccoli ma significativi obiettivi, segnatamente di classifica e solo secondariamente economici, che se conseguiti consentirebbero di varcare quota quaranta punti, ciò che a inizio anno raffigurava (e raffigurerà) il minimo imponibile al Genoa. Sarebbe bello conoscere delle scaramanzie di Semplici, un “miracolista” accostabile a Ballardini: il mister fiorentino, per festeggiare la salvezza conseguita in albergo, ha concesso ai propri giocatori di bere più di una birra prima di scendere in campo e fermare il Milan. Gli effetti sono da studiare.

Dall’altra parte Ballardini, un ex che ha lasciato un ottimo ricordo anche a Cagliari, proverà altri calciatori, magari nuovi Primavera, bissando quella versione disossata del Genoa che non ha retto la forza d’urto dell’Atalanta nei primi quarantacinque minuti dell’ultima sfida al Ferraris di questo campionato. Perin, Criscito, Zappacosta, Badelj, Strootman e Scamacca non sono solo sei titolari protagonisti della cavalcata dal penultimo posto ma rappresentano altresì punti cardinali da non perdere, o nel caso peggiore da sostituire adeguatamente in estate senza grosse pezze a gennaio, in vista della prossima stagione in Serie A. Prima degli improrogabili vertici, però, l’ultima trasferta a Casteddu che nemmeno troppo tempo era vista come un D-Day calcistico.

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