Era il 15 maggio 1955: battendo 1-0 l’Atalanta, il Genoa conquistò matematicamente la salvezza

Il gol decisivo fu segnato al 36' da Antonio Corso, la cui conclusione al volo di destro non diede scampo a Galbiati

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Pur avendo subito una rimonta a Firenze, che aveva portato al termine dell’incontro sul 2-2 il risultato fissato nel primo tempo sul 2-0 dalla doppietta di Attilio «Patinella» Frizzi, il Genoa sette giorni prima della partita interna di domenica 15 maggio 1955 contro l’Atalanta, che aveva un punto di meno, era conscio di aver quasi raggiunto la salvezza, visto che le squadre che retrocedevano erano due e la penultima in classifica, che era la S.P.A.L., si trovava distanziata di sette punti, con solamente otto a disposizione. Visto che la mattinata e il primo pomeriggio erano stati piovosi (le precipitazioni durarono fino all’inizio dell’incontro, fissato alle ore 16,00), non furono molti gli spettatori (circa settemila) sugli spalti del “Luigi Ferraris”, ma la loro scelta di non restare tra le mura domestiche venne premiata dal fatto di aver assistito a un incontro dal ritmo vivace e pieno di occasioni da rete.
Grandi protagonisti della partita furono i due portieri, quello degli ospiti, Ezio Galbiati, e – soprattutto – quello dei padroni di casa, Angelo «Nani» Franzosi.
Dopo che nei primi minuti di gioco c’era stata un’occasione per parte (una conclusione di Frizzi di poco fuori e un forte tiro del danese Poul Åge «Rassi» Rasmussen troppo in diagonale) al 17’, su suggerimento di Renato «Carappa» Carapellese, Giorgio Carlo «Roccia» Dal Monte II, nonostante il «disturbo» di Giulio Corsini, fece partire un gran tiro che il portiere bergamasco riuscì a deviare sul fondo. Al 23’ e al 27’ «salì sul proscenio» Franzosi, che prima mandò sul fondo con un prodigioso «colpo di reni» un calcio di punizione «a due», toccato da Carlo «el negher» Annovazzi per Adriano «Nano» Bassetto e deviato dalla barriera e poi volò a deviare sul fondo una «cannonata» a mezz’altezza di Rasmussen, favorito da una triangolazione tra Giuseppe «Peppe» Nuoto e Bassetto. Al 30’ il ventunenne centravanti dei padroni di casa Antonio Corso mancò per un soffio la deviazione vincente su un traversone rasoterra di Dal Monte II e un minuto dopo la situazione si ripeté con gli stessi protagonisti (fallito intervento di testa di Corso su un forte traversone effettuato dalla destra). Al 36’, su un calcio di punizione battuto dalla «tre quarti» di destra da Flavio «Cuore matto» Emoli, Paolo Pestrin fece dentro l’area di rigore la «torre» per Antonio Corso, la cui conclusione al volo di destro non diede scampo a Galbiati, infilandosi nell’angolino sinistro basso della porta da lui difesa.
Nella ripresa il Genoa ebbe solamente un’occasione, poco dopo la mezz’ora, per raddoppiare, quando Galbiati si superò, respingendo prima un calcio di punizione di Corso e poi mandando sul fondo il successivo «tap-in» da distanza ravvicinata di Carapellese. Molte, invece, furono le azioni da rete pericolose degli orobici protesi alla ricerca del pareggio: al 15’ Rasmussen non insaccò per pochi centimetri una conclusione effettuata «di prima intenzione» sulla ribattuta della barriera genoana di un calcio di punizione di Bassetto, un tiro al volo del quale ebbe pochi minuti dopo uguale sorte, mentre, ancora qualche minuto dopo, una «cannonata» di Luigi Brugola da una ventina di metri venne respinta di pugni da Franzosi, che rischiò al 22’ di essere battuto da un maldestro passaggio all’indietro di Ennio Cardoni, che mandò sul fondo, sfiorando l’autorete nel tentativo di passarlo al portiere, un pallone crossato da Stefano «il Gabbiano» Angeleri, e si fece di nuovo trovare pronto poco dopo a respingere un forte tiro di Rasmussen; nei minuti che precedettero il triplice fischio finale del signor Guido Agnolin sr. (l’ultimo atto della prestigiosa carriera dell’arbitro internazionale di Bassano del Grappa, padre dell’ancor più famoso Luigi) un calcio di punizione di Bassetto sfiorò la traversa e un pericoloso traversone di Rasmussen per Annovazzi venne mandato sul fondo da Franzosi.
Fu quello il sessantacinquesimo ed ultimo incontro in cui György «Gyuri» Sárosi I sedette sulla panchina del Genoa, visto che i ventun giorni d’interruzione del massimo campionato (per due settimane venne preparata dalla Nazionale Italiana la partita di Coppa Internazionale contro la Jugoslavia, che domenica 29 maggio inflisse al “Comunale” di Torino la più larga sconfitta interna – «ex aequo» con quelle subìte nello stesso stadio domenica 16 maggio 1948 dai «Maestri del calcio» inglesi e sul “Campo del Genoa” domenica 20 gennaio 1924 dagli austriaci, anche in quelle occasioni per 0-4 – della sua storia) furono animati per i tifosi genoani delle notizie relativa all’allontanamento – ufficializzato martedì 24 maggio – dalla guida tecnica della squadra (che per le ultime tre partite venne affidata all’allenatore della formazione giovanile Ermelindo «Lino» Bonilauri) dell’ex capitano della Nazionale Ungherese sconfitta 2-4 dagli Azzurri di Vittorio Pozzo nella Finalissima della Coppa Rimet 1938, accusato dal sodalizio rossoblù di aver violato gli obblighi contrattuali e di essersi da un paio di mesi circa accordato con la Roma.

TABELLINO
Genova, domenica 15 maggio 1955, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 16:00
Genoa-Atalanta 1-0 [XXXI giornata del Campionato di Serie A 1954/1955]
Arbitro: Agnolin sr. [Bassano del Grappa (VI)]
Marcatore: nel 1° tempo A. Corso (G) al 36’
Spettatori: Settemila circa
Genoa: 1 Franzosi, 2 Cardoni, 3 De Angelis, 4 Larsen, 5 Carlini, 6 Emoli, 7 Frizzi, 8 Pestrin, 9 A. Corso, 10 Dal Monte II, 11 Carapellese.. Allenatore: Sarosi.
Atalanta: 1 E. Galbiati, 2 Roncoli, 3 Corsini II, 4 Angeleri, 5 L. Zannier, 6 A. Villa, 7 Nuoto, 8 Annovazzi, 9 Rasmussen, 10 Bassetto, 11 Brugola. Allenatore: Bonizzoni.
Note: il Genoa esonera martedì 24 maggio 1955 l’allenatore Sarosi (il cui contratto scadeva il 30 giugno 1955), che viene accusato, con deferimento agli organi federali d’indagine, di essersi accordato da tempo con la Roma (contraddicendo le smentite da lui fornite alle voci che avevano iniziato a diffondersi) e di averlo comunicato al sodalizio rossoblù che gli voleva rinnovare il contratto biennale con la stessa durata e a condizioni economiche migliori solamente dopo aver avuto con la vittoria sull’Atalanta la certezza della salvezza dalla retrocessione in Serie B (al suo posto viene insediato il tecnico del settore giovanile Bonilauri).

Stefano Massa
(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genoa)

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