Criscito: «Che emozione Genoa-Cosenza: Marassi era pieno nonostante la C»

«Il mancato Euro 2012? Il periodo più duro» spiega il capitano

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Criscito Genoa
Mimmo Criscito (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Tagliato il traguardo delle duecento partite con la maglia del Genoa, Mimmo Criscito ripercorre brevemente la sua esperienza in rossoblù a “La Giovane Italia”, su Sky: «Giocai la mia prima gara con il Grifone a sedici anni contro il Cosenza: Marassi era pieno nonostante fossimo già retrocessi (poi ripescati a seguito del Caso Catania, ndr). La sera non dormii e continuai a cantare i cori della Gradinata Nord. Quando ero alla Juventus, invece, alcuni giornali, specialmente Tuttosport, mi attaccarono anche su cose false: dissero che ero ai botteghini per acquistare il biglietto per il derby di Genova e, invece, ero a Torino ad allenarmi».

Poi delle belle parole su Rovella: «In campo sembra un adulto in campo della mia età. É un ragazzo intelligente, vede gioco e sa mettersi bene per ricevere palla. Corre tanto, forse fin troppo ed è innamorato della palla come ogni calciatore di qualità. Deve continuare a lavorare sul fisico ma assomiglia a Jorginho».

«Euro 2012? Entrò la Polizia a Coverciano, ero indagato per calcioscomesse: fu il periodo più delicato della mia carriera. Ho avuto la fortuna di avere una moglie straordinaria, così come i miei genitori e i miei amici che mi sono stati vicini dato che stavo subendo un’ingiustizia» chiosa amaro Criscito.

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