Chievo-Genoa, una partita a blackjack con poco coraggio

Prandelli accetta un pareggio in un pomeriggio che non ha visto protagonista il Grifone

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Kouamé Sorrentino Chievo Verona-Genoa
La disperazione di Kouamé (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Chievo-Genoa è stata una partita a blackjack tra Di Carlo e Prandelli. I due allenatori hanno avuto paura di perdere, così hanno ben pensato di dividere la posta in palio. Succede anche nel gioco di carte che in Italia prende il nome di “ventuno”. Se ne sono stati con poco in mano, senza chiedere un’ulteriore carta al mazziere. Se ne sono stati con un quattordici, o giù di lì: il minimo sindacabile per tentare di vincere. Il rischio di sballare, però, era troppo alto o comunque non giustificava l’azzardo successivo, a sentire Di Carlo e Prandelli.

Una noiosa partita a blackjack, insomma. Con al tavolo due giocatori poco coraggiosi. Il Chievo ha avuto il merito di azzerare il distacco in classifica da chi si sente già salvo; il Genoa, invece, il demerito di non aver fatto pesare il grande momento psicofisico. Un punto, niente di più, che accontenta entrambe: i veronesi sperano ancora nel miracolo, il Grifo aggancia il Parma. I rossoblù non occupavano il dodicesimo posto da novembre quando, da undecimi, affrontarono allegramente l’Inter a San Siro. La ricostruzione del Genoa è un processo lento che giorno dopo giorno chiarisce l’entità dei danni dell’autunno.

Prandelli “sta”, per dirla con il linguaggio delle carte. Accetta un pareggio in un pomeriggio che non ha visto protagonista il Grifone. La sua squadra è parsa rinunciataria fino al cambio di modulo che ha migliorato la qualità generale: dentro un’ala, fuori mediano. Ne ha beneficiato il baricentro, più alto, e il fraseggio rossoblù, più fluido e arioso nella metà campo del Chievo. Kouamé e Veloso hanno poi sprecato le occasioni principali della partita, compreso anche il brivido finale della punizione di Piazon. Lo 0-0 è stato la logica conseguenza del reciproco ingarbugliarsi per novanta minuti. Nella partita a blackjack non ha vinto il banco ma nemmeno i giocatori.

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