Arriva l’Udinese: il Genoa deve tornare ad avere il passo sicuro di un mese fa

L’ultima vittoria rossoblù è stata colta un mese fa contro il Napoli. Occorrerebbe la marcatura ad uomo sui corner: in attacco, spazio a Scamacca-Shomurodov

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Come erano belli i tempi in cui il calcio esigeva il “marcamento” a uomo. Erano i tempi di un calcio più solido, ma anche più semplice, più lineare. Oggi si parla di gioco moderno, di evoluzione del nostro sporti più bello. L’innovazione però consiste in un…abbassamento del livello tecnico, la nascita di un ridicolo momento che è la “partenza dal basso”, la scomparsa di qualcuno che sappia dribblare come un tempo.

Si vuol continuare a fare la “zona”, ma nessuno riesce a realizzarla come si dovrebbe. Sacchi, che l’ha inventata, giocava con gente come Maldini e Baresi e guarda un po’, davanti aveva Van Basten e Gullit, per non dire di Rijkaard.

Bene, proprio a Roma i giallorossi hanno segnato con Mancini di testa su palla inattiva, liberissimo davanti a Marchetti. Nel derby aveva segnato Tonelli nello stesso punto e di testa: due gol uguali.

Ballardini, anima pura, senza scomporsi, senza sorriso ha detto: «E’ stato un errore». Punto. Un po’ poco: i suoi difensori sapevano che, proprio nella Roma, il difensore Mancini aveva segnato metà dei suoi gol di testa. Ci voleva tanto a marcarlo? L’unico che sapendo giocare alla vecchia maniera, si era “preso” l’uomo da tamponare è stato Strootman.

Detto questo, ha ragione Ballardini quando dice: «Mi preoccuperei di più se il Genoa non avesse fatto la partita». Giusto così, perché è vero che al di là della figuraccia difensiva, la squadra ha retto bene, non subendo mai una particolare pressione. E un pari sarebbe stato anche più giusto, di fronte ad una avversaria che aspira a qualificarsi in Champions League.

Ora, dunque, il Genoa è ancora giustamente convinto della sua consapevolezza che il percorso salvezza continui con una certa sicurezza: ma dovrà fare attenzione alle prossime tre partite. Senza insistere sul fatto che siano (come afferma qualche commentatore) le “ultime spiagge”, bisognerà che la squadra si attrezzi bene, riconquistando sicurezza, maggiore coraggio, più motivazioni e voglia di vincere. Tutte qualità che, prima di Roma, si erano manifestate con ottimi risultati e sulle quali si erano basati i commenti positivi. Fare 20 punti in 13 partite è stato ampiamente meritato, grazie alle qualità mostrate dalla squadra.

Ci sono, è vero, alcune situazioni da recuperare, in vista del match di sabato sera con l’Udinese: in difesa occorrerà una maggiore avvedutezza (non ci sarà Masiello, ma Goldaniga è pronto).

In avanti non ci sarà lo squalificato Destro e probabilmente neanche Pandev, ma chi sa (o dovrebbe sapere) segnare esiste e si chiama Scamacca, oltre a Shomurodov. Dunque, basterà concentrarsi: Ballardini ha notato che, ad esempio, nello “smarcamento” ci sono lacune, così nel passaggio finale. In effetti la dimensione offensiva (pur essendoci potenzialmente dei bomber) appare limitata. Nelle ultime tre trasferte, dicono le statistiche, il Genoa non è mai andato a segno. L’ultima vittoria è stata quella contro il Napoli di circa un mese fa, seguita a quella esterna col Crotone: bisogna tornare a quel passo salvezza molto sicuro che il Grifo mostrava allora.

Tre partite in sette giorni hanno pesato. Ora però ce ne saranno altre tre (Udinese in casa, Parma in trasferta, e poi Fiorentina al Ferraris) per le quali il “peso” dovrà essere soltanto tecnico e psicologico.

Vittorio Sirianni

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