Arriva la trasferta col Parma: il Genoa dovrà avere consapevolezza dei propri mezzi per raccogliere punti salvezza

Dopo il punto raccolto con l’Udinese, arriva il secondo ostacolo importante e delicato sulla via della permanenza in serie A

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni

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Passo dopo passo, il Genoa si avvicina alla salvezza. Con calma, ma con una certa consapevolezza che quando non si riesce a vincere, meglio cercare di non perdere. E così arrivano i pareggi che pur servono per arrampicarsi lassù dove la salvezza fa vedere un pizzico di sole.

Peccato anche che la squadra non riesca a mantenere un risultato per 20 minuti: con l’Udinese, che pur è compagine valida, Pandev cesella, quale orefice “celliniano”, un gol perfetto, dolcissimo e bellissmo, attorno al 10’ del primo tempo. Un risultato eccezionale, da “tenere” perché potrebbe portare ad un successo importantissimo. Invece passano soltanto 20 minuti e si cede all’avversario per il solito momento di deconcentramento. Peccato!

E’ vero però, che poi il Grifo riappare e sul finire, mancando quel pizzico di fortuna, non riesce a vincere meritatamente creando lunghi brividi al povero Gotti e ai suoi uomini.

Anche qui qualche critica agli attaccanti: sulle palle gol ci arrivano e questo è un buon segno, ma mancano della freddezza necessaria. Come dicono gli esperti: «Devono ancora imparare ad attaccare bene la porta con i tempi giusti».

Per il resto, nell’insieme il pareggio è giusto e importante: anche perché vi sono stati recuperi significativi: primo fra tutti quello di Biraschi, tornato dopo lungo e tormentato stop. Ha giocato alla grande meritandosi un bel voto nelle pagelle dei media. Così come anche Radovanovic è tornato a dominare l’area e a rinfrancarsi anche su avversari veloci e pericolosi. Non parliamo di Pandev, che anche dopo una sciatalgia, torna “gazzella” alla sua età sbattendo via quei brutti fastidi che fermano anche i giovani. A 37 anni, miracolo, è ancora colui che insegna il gioco del calcio: ma quello piacevoli e dai gesti tecnici eccellenti. E qui il merito va a Ballardini nel capire quando il “Matusalemme” Goran va utilizzato, quanto tempo, e in quale momento. Ora, superato il primo ostacolo dei tre previsti e considerati delicati, arriva il secondo a Parma in programma venerdì prossimo. Poi la Fiorentina che ha stravinto a Benevento e pare abbia ritrovato estro e giocatori giovani di buon livello.

Ballardini, sempre impassibile, continua a parlare di una squadra che funziona, anche se onestamente contro l’Udinese si è visto qualche sfilacciamento della squadra. “Balla”, tra l’altro, dice bene quando invita a credere nel cuore e nel coraggio. Ma parla anche di “umiltà” e qui vorremmo che spiegasse ai suoi che “umiltà” non vuol dire rassegnazione, non vuol dire indifferenza, non vuol dire deconcentrazione: invece significa consapevolezza e onestà intellettuale che dovrebbe portare i giocatori a credere sempre in se stessi, non troppo disponibili verso gli avversari, ma “umilmente” coraggiosi che è voler dire tutt’altro. Semmai vuol dire: prima vincere, e poi chiedere “umilmente” scusa agli avversari.

Vittorio Sirianni

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