Arrangiatevi!

Secondo la disposizione approvata oggi dal Consiglio di Lega, il Genoa ha ottenuto il rinvio della gara col Torino, ma non potrà più chiederlo. Ma alla Confindustria del pallone hanno dimenticato l’obbligo delle Noif per le società di schierare la migliore formazione

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Marco Liguori

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Miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso mi permettete una parola? Oggi Genoa-Torino è stata rinviata a data da destinarsi: ma la mia attenzione si è soffermata sulla motivazione di questa decisione. Stando a Sky Sport, poiché al riguardo non c’è una nota ufficiale sul sito della Lega serie A, il Consiglio straordinario di Lega si è stabilito che una squadra, nel caso dovesse registrare in settimana almeno dieci positività nel proprio organico, ha la possibilità, ma soltanto una volta nell’arco della stagione, di chiedere il rinvio della partita. Dunque, sottolinea ancora l’emittente, nel caso del match del Ferraris che avrebbe dovuto disputarsi dopodomani alle ore 18, il club più antico d’Italia ha potuto usufruire di questa sorta di “bonus” con il conseguente rinvio: una sorta di “gentile concessione” unica e irripetibile, della Lega. Non solo: la stessa deroga, spiega ancora Sky, si applicherà una sola volta anche per la Coppa Italia, ma limitatamente a semifinali e finale.

Probabilmente in Lega serie A si sono dimenticati di una serie di problemi. Il primo è rappresentato dalla possibile evoluzione della pandemia di Coronavirus in Italia: se dovesse continuare in modo esponenziale, come si potrà continuare a giocare? I presidenti delle Regioni Lazio e Campania, Zingaretti e De Luca, hanno ipotizzato che se il numero dei positivi crescerà ulteriormente, potrebbero chiudere i confini. Data l’importanza della vastità territoriale e, soprattutto, dell’ampia popolazione (circa 11,6 milioni in entrambe) di queste Regioni, se dovesse essere stabilito un lockdown, le altre e, ancor di più, il Governo non starebbero a guardare. E in caso di blocco, lorsignori della Lega penseranno ancora di poter proseguire con in campionato?

Secondo problema, più squisitamente tecnico calcistico. In Lega non ricordano quanto stabilito dall’articolo 48 delle Norme organizzative federali che al punto 3 recita: «In tutte le gare dell’attività ufficiale è fatto obbligo alle società di schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica». Se ad esempio un club come il Genoa, come nel caso attuale, ha ben 12 giocatori contagiati e una rosa non certo molto ampia come può affrontare una gara di campionato rispettando il dettato delle Noif? E’ praticamente impossibile, visto che il povero allenatore Rolando Maran sarà costretto a chiamare i “ragazzi del ‘99”, ossia quelli della Primavera: ma convocare i calciatori della prima formazione giovanile non vuol dire «schierare in campo le proprie squadre nella migliore formazione consentita dalla loro situazione tecnica». Situazione che, a causa di eventuali ulteriori positivi al Covid 19, sarebbe ampiamente compromessa. Il tecnico avrebbe un numero risicato di atleti: ipotizziamo 12-13 per essere ottimisti. E chi si avvantaggia della disposizione della Confindustria del Pallone? Elementare Watson: i grandi club, che possono permettersi di schierare due squadre. E le altre squadre? Si arrangino.

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