Juric: «Meglio perdere il derby, ma arrivare quarti»

«Meglio perdere il derby ed arrivare quarti». Parole e musica di Ivan Juric. «The Wall» come ormai è sopranominato dai genoani ha saputo conquistare anche la nazionale croata grazie ad un campionato davvero strepitoso con la casacca rossoblù

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«Meglio perdere il derby ed arrivare quarti». Parole e musica di Ivan Juric. «The Wall» come ormai è sopranominato dai genoani ha saputo conquistare anche la nazionale croata grazie ad un campionato davvero strepitoso con la casacca rossoblù. Il centrocampista numero 28 ritorna sulla sconfitta con la Lazio, ed ammette con sincerità: «Probabilmente dopo che abbiamo subito il gol della Lazio non siamo riusciti a reagire, forse perché non eravamo più abituati ad andare in svantaggio. Ultimamente ci andava tutto bene che siamo rimasti un po’ spiazzati dopo lo svantaggio. Comunque pur non avendo giocato come al solito nel primo tempo abbiamo fallito alcune nitide occasioni da rete. Da alcune parti ho sentito dire che forse la troppa pressione nei nostri pressione ci potrebbe aver creato dei problemi. Non creodo, anzi se sei intelligente la pressione ti può fra dare qualcosa di più». Analizzando la corsa per il quarto posto Juric spiega: «La Fiorentina e la Roma hanno sicuramente una rosa più forte della nostra, ma in questo momento sono loro che hanno da rimetterci se non arrivano in Champions League. Al contrario per quello che ci riguarda, è chiaro che proveremo ad arrivare quarti, ma se non dovesse succedere sarebbe comunque un’annata moto positiva in qualsiasi modo». Sulla sua strada il Genoa domenica affronterà il Bologna, «gara difficile perchè ha dei giocatori molto importanti, anche se noi andiamo per vincere» chiosa Juric. Dopo la Lazio qualcuno ha ipotecato un calo fisico. Il giocatore croato però smentisce: «Atleticamente siamo in forma e ci stiamo allenando molto bene per queste ultime sei gare. Personalmente sono cresciuto in questi ultimi tre anni, perché giocando con i giocatori più bravi si impara sempre qualcosa». Per chiudere ecco un proclama: «Noi come il presidente ci crediamo alla Champions League». E se ci crede The Wall state certi che difficilmente non si centrerà questo obiettivo.

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