Correva l’anno 1994: nell’uovo di Pasqua del Genoa ci fu la brutta sorpresa di un pessimo arbitraggio che negò la vittoria sulla Lazio

L'arbitro Braschi fu il peggiore in campo

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Stefano BRASCHI/ITA (Foto Danny Gohlke/Bongarts/Getty Images)

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Il primo dei tre incontri giocati di sabato e finora l’unico prepasquale al “Luigi Ferraris” tra Genoa e Lazio andò in scena il 2 aprile 1994 (gli altri due, anchessi a livello di Serie A, si sono disputati il 18 aprile 2009 e il 6 febbraio 2016 ed hanno registrato rispettivamente la vittoria degli ospiti per 1-0 e un pareggio a reti bianche) e si concluse 1-1.

Il Genoa, alla cui guida era tornato, dopo un’assenza di tre stagioni, il «Professore» Francesco «Franco» Scoglio (il tecnico eoliano in quell’ultimo campionato con i due punti a vittoria aveva sostituito Claudio Maselli dalla XVII giornata, l’ultima del girone d’andata, prima della disputa della quale il Genoa aveva raccolto 11 punti, con una sola squadra al di sotto – il Lecce, distanziato di sette lunghezze – e due – l’Atalanta e l’ Udinese – appaiate, e, dopo l’iniziale vittoria casalinga sulla Cremonese, un pareggio esterno per 1-1 all’“Olimpico” contro i giallorossi, due risultati a reti bianche in casa contro i campioni d’Italia del Milan e a Cagliari e una sconfitta interna per 0-4 contro il Parma, aveva messo insieme, grazie a tre vittorie e cinque pareggi, prima dell’incontro con i biancocelesti capitolini, una serie di otto risultati utili, di cui il più prestigioso era stato la vittoria di sette giorni prima per 3-1 al “Giuseppe Meazza” di Milano contro i neroazzurri), affrontò con determinazione gli uomini di Dino «SuperDino» Zoff nell’incontro valido per la XXX (delle trentaquattro in programma) giornata e giocato, di fronte a circa venticinquemila spettatori, agli ordini del signor Stefano Braschi (che fu il peggior uomo in campo) di Prato.

Nel 1° tempo i rossoblù sfiorarono la rete al 5’ con un colpo di testa, che pose fine a una mischia in area di rigore, a sei metri dalla linea della porta difesa da Luca «il Conte» Marchegiani sr., del romeno Dan Vasile Petrescu, che venne intercettato dall’estremo difensore ospite, e al 18’ con un diagonale di interno destro di Roberto «Roby» Onorati, che mandò il pallone non lontano dal palo di sinistra, prima che al 43’ Braschi riuscisse nella non facile impresa di non vedere per due volte in altrettanti secondi gli estremi per la concessione della massima punizione a favore dei padroni di casa (cross dalla destra di Gennaro «Gennarino» Ruotolo per il ceco Tomas «Fisico» Skuhravy, che non poté colpire di testa, perché spinto alle spalle dall’italo-svizzero Roberto Di Matteo sr., e tiro di destro di poco fuori di Petrescu, su cui arrivò in ritardo, nel tentativo di ribatterglielo, Mauro Bonomi, che lo atterrò quando il pallone era ancora nel rettangolo di gioco).

Al 7’ della ripresa il portiere dei padroni di casa Stefano «Capitan Fracassa» Tacconi bloccò a terra una bella rovesciata di Di Matteo sr., che nel ricadere si fratturò il gomito destro e dovette essere sostituito da Fabrizio Di Mauro, poi al 14’ su calcio d’angolo battuto dalla destra da Mario «Marietto» Bortolazzi il pallone su un imperioso colpo di testa di Skuhravy si stampò sulla traversa e sul rimbalzo venne colpito in semirovesciata di destro da capitan Nicola «Nick» Caricola II, che lo servì ad Onorati, il quale a cinque metri dalla porta non ebbe difficoltà a scaraventarlo in rete con un tiro di esterno destro. Il vantaggio del Genoa durò solamente quattro minuti, perché Braschi fischiò per un anticipo di testa di Vincenzo Torrente, che forse solamente a lui sembrò avere i crismi dell’irregolarità, sul croato Alen «Alien» Bokšić, un calcio di punizione a venticinque metri dalla porta, trasformato in rete con maestria (tiro ad effetto di interno sinistro ad aggirare la barriera e ad infilarsi nell’angolino sinistro della porta di Tacconi, che là si era appostato e vanamente si era proteso in tuffo) da Giuseppe «Beppe-goal» Signori.

Stefano Massa

(Membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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