Lettera/Paolo Guidetti: «Salvate il soldato Criscito»

Il nostro lettore spezza una lancia in favore del capitano: «Non ha guardato al conto in banca, ma al cuore. Dai suoi occhi ancor più che dalle parole che dice, si capisce che è l'unico che soffre come noi perché è dei nostri»

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Lazovic Criscito
Criscito con Lazovic (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Nello sfascio a cui stiamo assistendo e a cui siamo giunti dopo anni di smantellamenti senza un progetto alla base, è giusto spendere qualche parola per il nostro capitano, Mimmo Criscito. Era in una squadra forte in Russia, lo Zenit, ne era il capitano ed era un idolo dei tifosi. Volendo ritornare in Italia si dice abbia rifiutato proposte di squadre di ben altro livello perché voleva venire da noi e ‘tra noi’. Non ha guardato al conto in banca, ma al cuore. Dai suoi occhi ancor più che dalle parole che dice, si capisce che è l’unico che soffre come noi perché è dei nostri e dei nostri rimarrà, come lo sono e lo saranno altri che si sono distinti tra la massa dei tanti giocatori “passanti per un qualche altrove”. Non avrà forse lo scatto dei 20 anni, ma resta un giocatore coi controfiocchi. Non brilla in questo momento? Beh, neppure Ronaldo brillerebbe nell’attuale rosa, formata da coloro che sono rimasti perché non piazzabili, coloro che non sono male ma hanno già testa e valigia pronta per partire e un pensionato che malauguratamente gioca perché è “di famiglia”.

Nel giorno di oggi ricorre la lettera P. Quella della Pasqua, che vale la pena passare al meglio e in buona compagnia. P come Pasqua, ma anche P come Preziosi che da anni ci delizia con un penoso ed emotivamente monotonico galleggiamento passivo in A solo perché altri sono molto peggio. P come Perinetti che non perde occasione per cercare di piazzare le ultime plusvalenze. P come Prandelli, un vero professionista che forse in cuor suo maledice la scelta di essere venuto da noi e che si morde la lingua per quel che non può dire, per ora. P come Piatek che ci sarebbe venuto comodo e che ora fa la fortuna di altri.

E’ proprio vero, come dice qualcuno è per colpa dei tifosi che il Genoa non si vende, è per colpa dei tifosi che la squadra va male, aggiungerei che è per colpa dei tifosi che i dinosauri si sono estinti e che sono scoppiate le epidemie di peste nel medioevo.

Buona Pasqua a tutti i grifoni, al nostro capitano, al nostro Balordo, sperando che nell’ovetto questo anno troviamo una bella sorpresa: una dirigenza tutta nuova, con obiettivi realisti e decorosi, con un progetto che abbia una qualche forma e decenza, ma soprattutto una dirigenza presente e rispettosa di quel popolo che da oltre un secolo e attraverso diverse generazioni è il proprietario morale del Genoa.

Paolo Guidetti – paoguide@libero.it

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