Esclusiva PG, Marco Nappi: “Quel gol al Cosenza, dopo pochi secondi…” (VIDEO)

L'ex attaccante ha raccontato una sua rete segnata nel marzo 1996 al Ferraris, più veloce (circa 10 secondi) di quella messa a segno da Pandev contro la Juventus

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Nappi
Marco Nappi
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In un sabato di ordinaria follia, il primo tra mura amiche, ha pensato Pandev dopo circa 20 secondi ad aprire le marcature al Ferraris. Pur se la paternità del gol, pardon autogol, va a Miralem Pjanic, l’azione-lampo del macedone resterà impressa nella memoria del tifo genoano in uno dei Genoa-Juventus più emozionanti di sempre. I circa 20 secondi impiegati dal Grifo per bucare Buffon sono però stati battuti, a livello cronologico, da un Genoa-Cosenza del 31 marzo 1996: si giocò al Ferraris, nell’ambito della 28° giornata di Serie B, quando l’undici di Salvemini ottenne i tre punti segnando altrettante reti. Nel 3-0 maturato, la prima marcatura porta il nome di Marco Nappi. Era il Genoa di Torrente, Nicola, Bortolazzi, Onorati e, per l’appunto, Nappi e Montella. Bastarono all’incirca 10 secondi al Grifone per trovare il vantaggio: proprio per ricordare questo gol, Pianetagenoa1893.net ha contattato in esclusiva l’autore di tale marcatura.

Come nacque quell’azione personale con la quale riuscì ad andare in rete dopo pochi secondi?

Ora racconto com’è andata: la settimana prima noi vincemmo il campionato anglo-italiano a Wembley e comportò che a Bortolazzi, che oggi fa il secondo collaboratore del tecnico del Bologna e che allora aveva “un piedino d’oro”, nel senso che la palla la metteva dove voleva, gli dissi “Mario, sai una cosa: partiamo, battiamo subito e tu mi lanci”. E’ stata una bella azione, mi ha fatto il lancio, sono arrivato al limite dell’area, ho stoppato, ho calciato ed è andata fuori. Poi la domenica dopo in casa ci fu il Cosenza, e lì dissi a Mario le stesse cose: “Riproviamo dai, era andata bene ma magari questa volta ci riusciamo”. Ci sono anche delle immagini su YouTube, io ho battuto, l’ho data a Montella, l’ho toccata a lui e son partito. Mario ha aspettato un attimo, mi ha lanciato, ho fatto un mezzo stop portandomela sul sinistro, se mi ricordo bene, poi feci gol. E lì è stato questo qui, è stata una rete nata da un’intuizione nostra e abbiamo sfruttato le qualità di Mario Bortolazzi come “piedino d’oro” e poi niente, sono stato bravo io a stopparla e mandarla dentro.

In effetti, il coefficiente di difficoltà si un’azione del genere è abbastanza rilevante. Al pari della giocata di Pandev, per assimilare il suo ad un altro gol in cui il Ferraris ha potuto provare subito l’ebbrezza di un vantaggio pressoché immediato. Probabilmente non ci si aspetta nemmeno di festeggiare dopo dieci secondi…

E’ normale, chi lo subisce, poi in trasferta com’era il Cosenza, è stata una brutta botta, in poche parole. Poi la partita finì 3-0, ma ci stanno queste cose. Succedono adesso come succedevano diec’anni fa, vent’anni fa, ventun’anni fa, quant’è passato. E niente, è stata una cosa bella ma come tutti sanno lì a Cosenza ero la loro “bestia nera” perché sia in casa che fuori riuscii a far gol e a non prenderne. C’è un fatto scherzoso: io tre anni fa ho allenato il Comprensorio Montalto e ogni persona che mi incontrava per strada, visto che allora io abitavo a Rende, mi ricordava che ero la “bestia nera” del Cosenza.

Che opinione si è fatto sul match di sabato, o comunque sul Genoa, per come la vede lei?

Per me ha fatto una buonissima gara, poi è chiaro che giochi contro una delle squadre più forti d’Europa: tutti dicono che è andato via Bonucci, si è indebolita, ma assolutamente, la Juve resta una grande squadra, e sabato a Genova lo ha dimostrato. Partendo sotto di due gol, è riuscita a ribaltare il risultato. Comunque il Genoa ha fatto una buonissima gara, come ha fatto una buona gara col Sassuolo, e ci poteva scappare anche la vittoria. Ci fu una traversa incredibile presa, se non vado errato, nel secondo tempo… E’ un Genoa che sta crescendo, è un Genoa che sta nascendo, è un Genoa completamente nuovo e si è visto che Juric sta facendo certamente un ottimo lavoro. Poi è normale che arriveranno anche i risultati, e non sempre dopo si giocherà contro la Juve, fortunatamente, perciò avranno anche il passo per centrare punti importanti. Si parte sempre dalla salvezza, poi non si sa mai. Man mano che si va avanti, si vede dove può essere l’obiettivo.

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