La bellezza ch’io vidi al Ferraris, tutta in rossoblù

Le bellissime coreografie della Gradinata Nord e dei Distinti, oltre a una squadra che ha dominato a lunghi tratti: ecco la serata del derby degli uomini di Juric e dei suoi tifosi

1435
Marco Liguori
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

La bellezza ch’io vidi” allo Stadio Ferraris, per dirla con il divino Dante Alighieri. Ieri sera ne ho vista molta, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso. A cominciare dalle coreografie della Gradinata Nord e dei Distinti che hanno richiamato la mitica storia rossoblù assieme ai suoi principali protagonisti: colori rossoblù ovunque, a ribadire la supremazia e il primato cittadino.

La bellezza l’ho vista a lunghi tratti anche in campo: da sottolineare che dopo il gol di Quagliarella, il Genoa non si è perso d’animo. Gli uomini di Juric hanno cercato la porta con il gioco sulle fasce, Romolo a destra e Lazovic (particolarmente ispirato) a sinistra: l’hanno fatto finalmente con ordine e alla fine è arrivato il rigore trasformato dal “Pistolero” Piatek che è tornato al gol. Juric ha sembra aver dato un’impronta alla squadra: non solo fisicità, ma anche scambi e fraseggi, oltre agli interventi precisi dei difensori (in particolare Romero e Criscito in gran forma). Il Grifone ha praticamente dominato la partita: ma ha trovato sulla sua strada Audero in serata di grazia e la dea Fortuna che ha dato una mano agli uomini di Giampaolo (ancora imbattuto nella stracittadina) al Ferraris. La vittoria sarebbe stata un giusto premio per i rossoblù: ma il punto incamerato dà morale e li allontana dalla zona pericolosa della classifica.

E’ vero che i rossoblù hanno sviluppato il gioco sulle zone laterali del campo, ma non mi hanno convinto i cross: molti sono stati lanciati in basso ed erano facile preda della difesa avversaria, apparsa comunque ben schierata. Un vero peccato, visto che la coppia Kouamé-Piatek era molto ispirata. Si dovrà lavorare ancora molto per migliorare questo aspetto.

E ora Juric è atteso per una controprova per la trasferta nella Torino granata con una parola: continuità. E’ quello che è mancato finora alla sua squadra con i saliscendi delle prestazioni tra Juventus, Udinese, Milan, Inter e Napoli. Occorrerebbe una vittoria per completare il rilancio del Vecchio Balordo in grande stile: l’importante è crederci. Passo e chiudo!

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.