Perinetti, primo ministro del semipresidenzialismo del Genoa

Molto più di un direttore generale, una figura di snodo nell'organigramma rossoblù ristrutturato in autunno: Perinetti è il plenipotenziario del Grifo

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La restaurazione autunnale dell’organigramma rossoblù ha portato qualcosa di più del semplice inserimento di nuovi tasselli dirigenziali. Ha trasformato l’anima del Genoa avvicinandolo al semipresidenzialismo francese. La forma di governo d’oltralpe funziona così: il presidente della Repubblica nomina e pone fine alle funzioni del primo ministro, espressione della maggioranza parlamentare. Le due cariche poltiche francesi condividono, inoltre, il potere esecutivo. Così stando le cose Giorgio Perinetti è l’Édouard Philippe rossoblù, premier in pectore scelto da Preziosi che veste così i panni del quarantenne Emmanuel Macron.

La struttura semipresidenziale del Genoa è volta a consolidare la stabilità di governo e la figura di Preziosi: il presidente (e proprietario) è ancora saldamente alla guida del Grifone e la sua figura non si è politicamente ridotta. Perinetti è stato scelto perché ha una grande capacità di federare, di fare squadra: i dirigenti non scendono in campo ma, come i calciatori, hanno bisogno di un razionalizzazione delle forze per non sperperare risorse economiche e di tempo. L’ex direttore generale di Siena e Palermo ha ottimizzato la capacità produttiva della squadra che sta dietro la scrivania rossoblù.

Un compito non semplice, quello di Perinetti, seppur facilitato dal vivo senso di appartenenza che da anni avviluppa le principali cariche del Genoa. In una delle sue ultime e sporadiche uscite pubbliche Preziosi disse scherzosamente: «Zarbano è un asset aziendale, lavora tantissimo ed è tifoso rossoblù ma un domani sceglierò persone che non tifino Genoa». Insomma, le decisioni vanno prese con la testa e non con il cuore, che spesso può portare a degli errori. Perinetti è la scelta giusta e i primi risultati del suo lavoro si vedranno a calciomercato finito quando avrà accontentato le esigenze di Ballardini, con tre innesti di spessore e una sfoltitura della rosa. Sono giornate frenetiche per il primo ministro del semipresidenzialismo del Genoa.

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