Quei lunghi minuti finali, diventati il tallone d’Achille del Genoa

Prima allo scadere il gol di Zapata per l’Atalanta, poi al 40' e al 42' i due gol della vittoria del Cagliari. Segno che, a fine gara, scatta nella squadra una certa deconcentrazione proprio nel reparto difensivo

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Sirianni Preziosi
Vittorio Sirianni
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Il clima che s’era creato dopo le due prime partite ha permesso al mondo rossoblù di mantenere ancora una certa serenità di giudizio anche dopo le ultime due sconfitte. Anche dopo la batosta subita nel finale a Cagliari, il clima è ancora rassicurante ed è giusto sia così: perché le ragioni di questa ulteriore sconfitta confermano che il Genoa di Andreazzoli non è già fatto e formato, ma deve ancora crescere, come si pensava, e ha bisogno ancora di molte cure.

Un dato tecnico, ma anche psicologico, salta fuori da questi ultimi due stop entrambi maturate negli ultimi cinque minuti. Addirittura allo scadere il gol di Zapata per l’Atalanta, poi al 40′ e al 42′ i due gol della vittoria dei sardi. Segno che, a fine gara, scatta nella squadra una certa deconcentrazione e proprio nel reparto difensivo, dove, secondo noi, sono presenti i migliori giocatori di tutto il gruppo.

Andreazzoli, dunque, dovrà fare massima attenzione. Ora arriva il Bologna, squadra che si può battere, dunque attenzione a questi momenti di défaillance difensiva.

E’ vero anche che cambiare cinque giocatori in una botta sola non è positivo: ma è questo maledetto turnover che incombe.

Il tecnico, com’è noto, opta per tenere sempre la stessa squadra se può. Tuttavia è anche giusto dare qualche momento di riposo a chi è stanco: ci chiediamo, ma forse abbiamo torto, se sia mai possibile che dopo tre giornate i giocatori siano già stanchi. Siamo convinti che se il tecnico avesse lasciato in campo la formazione che fece quattro punti, più il pari che avrebbe meritato contro l’Atalanta, a Cagliari il Grifo non avrebbe perso. Ma forse siamo noi che non comprendiamo il motivo di questa sua decisione.

Dunque, per concludere: giusto non drammatizzare ancora, ma attenzione comunque che il percorso sta diventando abbastanza complicato. Perché ormai tutte le squadre hanno una loro personalità e la cosiddetta “squadra materasso” al momento non c’è. Guardate lo stesso Lecce che è andato a vincere in trasferta col Torino.

Ecco perché la massima concentrazione è d’obbligo. Ecco perché Andreazzoli dovrà cominciare a capire certi meccanismi e certe “lacune” che ancora caratterizzano i suoi uomini. Il Genoa, si sa, è “fenomeno paranormale” e non bisogna mai fidarsi di questo “essere calcistico”. Quest’anno l’avvio felice ha forse illuso o forse no: bisogna tuttavia continuare a guardare avanti, ma con la consapevolezza che il “pazzo Grifo” può giocare antichi scherzi.

Certi limiti ci sono ancora, dopo il Bologna arriva la Lazio. Non si sprechi un bel gruzzolo di punti da poter mettere in cascina…

Vittorio Sirianni

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