Prosegue “Semmo do Zena”, la mostra al Museum

La chitarra di De Andrè, il rock fiammeggiante dei Kasabian e quello più docile di Jack Savoretti, i vari inni da stadio tra Mario Capello e Pietro Campodonico: fino al 7 gennaio, appuntamento con le note rossoblù

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La sala della mostra “Semmo do Zena. Tutta un’altra musica” (foto Pianetagenoa1893.net)

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Avrete tempo fino al 7 gennaio per non perdervi l’ultima mostra, al Genoa Museum del Porto Antico, che ha recentemente aperto i battenti e subito fatto registrare un buon successo. “Semmo do Zena. Tutta un’altra musica”, il titolo della kermesse dedicata alle note genoane: tra la chitarra di De Andrè suonata dal professor Fabrizio Giudice, del Conservatorio di La Spezia, fino ad arrivare ai giorni nostri col rock fiammeggiante con cui i Kasabian si sono resi famosi. Il loro leader, il frontman, Sergio Pizzorno, è un tifoso genoanissimo al pari del connazionale Jack Savoretti, londinese ma xeneise dentro tanto che spesso e volentieri è andato in scena con maglia o sciarpa rossoblù indosso. Musica, certo, ma non solo, perché troverete anche gli inni da stadio e primo tra tutti quello famosissimo ad opera di Mario Capello che dà il nome alla mostra, “Semmo do Zena”, intonato per la prima volta nel 1937. Quello attuale, di Pietro Campodonico, è uno dei pezzi forti della kermesse: adottato nel 1972 con un Festival presentato da Ezio Tortora, è uno dei contributi certamente più iconici insieme alle oltre 80 canzoni legate al Grifone e trasmesse in sottofondo. Per ultimo, ecco anche i concerti che tra gli anni ’70 e ’80 allietavano i tifosi in marcia verso il Ferraris. Insomma, avete tempo fino al 7 gennaio per presenziare a questo unico incontro tra la passione rossoblù e la dolcezza armoniosa delle note.  A riportare la notizia, il Cittadino di Genova.

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