“Raccontami il Prof”: ecco perché ci manca un personaggio come Scoglio

Roberto Sabatino ha raccontato attraverso numerose testimonianze la vita e la personalità del grande allenatore

2286

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Il Professore.

Eccolo qui.

Qualsiasi tifoso genoano, sentendo pronunciare questo appellativo, penserebbe subito a Franco Scoglio.

La memoria di questo allenatore si è trasmessa nel corso del tempo e, come per tutti i miti (ad esempio: Marylin Monroe, Elvis Presley, Freddie Mercury, James Dean, Diego Armando Maradona, James Spensley) è stata rafforzata dalle particolari circostanze della morte, avvenuta in diretta su Primocanale come nei migliori film di Orson Welles.

Francamente non so dire se Scoglio avrebbe preferito una vecchiaia da testimonial, come in parte faceva già; sicuramente la sua fine lo ha spostato in una particolare dimensione spazio-temporale, oltre naturalmente al terzo anello del Ferraris, dal quale senza dubbio ci guarderà e ci sbeffeggerà. Perché anche nell’aldilà sono sicura che Franco Scoglio continui ad interessarsi del Genoa, come ha sempre fatto nella maggior parte della sua esistenza.

Questo bel libro di Roberto Sabatino, del quale segue una breve intervista, che ho letto con la mentalità di chi c’era e di chi ricorda volentieri, ha il merito di aver affrontato due aspetti:

  • ravvivare il ricordo dell’allenatore attraverso numerose testimonianze, che lo rendono a tutto tondo sia nel bene, sia nel male;
  • parlare a chi non c’era, alle nuove generazioni, di lui, in un ideale legame storico e affettivo.

Pensando a Franco Scoglio, almeno nelle sue apparizioni pubbliche, un aggettivo appare adeguato: eccessivo.

Eccessivo nelle sue esternazioni; eccessivo nei suoi sentimenti e nel suo modo di esprimerli, talvolta anche antipatico; eccessivo perché personaggio.

Franco Scoglio

Ebbene sì, se così non fosse, nessuno di noi ricorderebbe ancora certi suoi modi di essere e certe sue espressioni (una tra tutte il famoso «ad minchiam»). Attraverso la lettura vengono in mente certe sue contrapposizioni all’interno delle società di calcio, per le quali spesso pagò di persona, ma consapevole di volerlo fare; l’attaccamento quasi maniacale ai tifosi, soprattutto quelli genoani, per citare solo alcuni aspetti; il suo atteggiamento durante le conferenze stampa, oggi improponibile.

Scoglio Genoa
Franco Scoglio

Perché uno come Scoglio ci manca?

Perché nel calcio, diventato ormai territorio di plusvalenze, pay tv, stadi vuoti, calciatori comprati e ceduti nello spazio di una stagione, procuratori e uffici stampa che fanno il bello e il cattivo tempo, mancano personaggi, soggetti che padroneggino l’istituzione senza farsene schiacciare, più forti di chi li possa tenere in pugno per motivi vari.

Soprattutto nel mondo degli allenatori manca chi abbia un suo programma atletico, voglia davvero insegnare qualcosa ai calciatori e non eseguire soltanto indicazioni di altri.

Nel concludere mi domando, giocando con il tempo: Scoglio come si sarebbe inserito nell’attuale Genoa? Come sarebbe stato il suo rapporto con la dirigenza e in particolare con il presidente Preziosi?

Purtroppo sappiamo come andò a finire un loro contrasto diretto. Per il resto do sfogo alla mia personale fantasia…

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.