Piatek ruba la scena a Neustift. Promossi i giovani del Genoa

Cinque gol del polacco nel primo tempo, doppiette per Galabinov e Medeiros, acuti di Kouamé, Lazovic, Omeonga e Zanimacchia. Ballardini sceglie il 4-3-3 in entrambe le frazioni di gioco

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Genoa Piatek
Il rigore vincente di Piatek (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Ieri tredici, un anno fa diciassette. I numeri contano quasi zero contro una squadra dilettantesca che rastrella il meglio del calcio della propria valle. Però la prima sgambata di Neustift è una cartina di tornasole veritiera sulla condizione atletica del Genoa. Le gambe sono pesanti perché il cervello sta incamerando tanto lavoro durante gli ultimi giorni: la macchina del corpo umano, di conseguenza, va a rilento. É normale, e persino giusto, che a metà luglio il Genoa non brilli. Ci sarà tempo per farlo durante il mese di agosto e settembre, mesi che tradizionalmente beneficiano del ritiro estivo.

Tredici gol, quindi. Con sette marcatori diversi. Pokerissimo per Piatek, doppiette per Galabinov e Medeiros, acuti di Kouamé, Lazovic, Omeonga e Zanimacchia. In mezzo il rigore che Pandev si è fatto parare da Ribis, l’assistenzialismo di Lapadula che non buca la porta dei dilettanti – vero – ma almeno mette i propri compagni di squadra in condizione di fare gol. É andato tutto bene ieri pomeriggio a Neustift, compresa una piccola leggerezza del baby Russo e la grande affluenza genoana sugli spalti dello Sportplatz. La Gradinata Nord in trasferta? Un indomito battaglione che non ha temuto i repentini cambiamenti climatici della giornata in montagna.

Ballardini ha impiegato ventitré uomini nei novanta minuti. Assenti Marchetti, Sandro e Mimmo Criscito ancora convalescente dopo l’operazione al piede. Il tecnico di Ravenna ha iniziato e finito con il 4-3-3 come schieramento in campo. La prima formazione prevedeva Radu; Lakicevic, Spolli, Günter, El Yamiq; Lazovic, Romulo, Mazzitelli; Pandev, Piatek, Kouamé. Nella ripresa ecco schierarsi in campo Vodisek; Pereira; Rossettini, El Yamiq, Zukanovic; Bessa, Callegari, Omeonga; Medeiros, Lapadula, Galabinov. I cinque gol di Piatek hanno rubato gli occhi dei presenti ma attenzione ai giovani rossoblù. Hanno tutti una buona tecnica e se avranno anche la personalità (la gara con lo Zenit toglierà il velo) allora Ballardini ha del materiale con cui lavorare.

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