Lazovic soprende, Piatek sempre più leader. Buio Lapadula

Analisi di Genoa-Cuneo. L'amichevole conferma il centravanti polacco punto di riferimento in attacco e la crisi dell'italo-peruviano. Bene anche Radu e Pereira, steccano Medeiros e Mazzitelli

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Piatek
Piatek (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Dal 7-0 del Genoa al Cuneo si possono estrarre una serie di indicazioni positive e altre un pò meno felici. Partiamo dalle note liete esibite dai rossoblù a Brunico contro una squadra di Serie C, giova ricordarlo, leggermente più avanti nella preparazione atletica. Nel primo tempo Lazovic, Piatek e Radu sono stati i migliori in campo di Ballardini; al trio ha fatto compagnia Pereira nella ripresa. Sembra che il laterale serbo sia più a suo agio sulla mancina perché non necessariamente deve ricercare il fondo e crossare: dalla sinistra può infatti fintare e rientrare sul piede preferito (il destro) aprendosi più opzioni di scarico palla.

Piatek è sempre più leader del reparto offensivo rossoblù. Ha personalità, è una prima punta moderna con una incredibile cattiveria in area di rigore. Bramosia del pallone che il polacco riesce a domare, va detto: in almeno due occasioni (ad esempio la traversa colpita da Kouamé) ha regalato a un compagno di squadra un pallone delizioso da spingere in rete. Impressioni positive anche da Andrei Radu, che in questo momento – e chissà ancora per quanto… – è il primo portiere del Genoa. Di lui ha colpito l’esplosività e il coraggio nelle uscite basse frontali, all’arrembaggio come Perin. E Pereira? Convincente secondo tempo al posto di Biraschi, attento in fase difensiva nelle sporadiche avanzate piemontesi.

Un passo indietro per Lapadula, Medeiros e Mazzitelli. L’attaccante ex Milan sembra di nuovo infelice, abbattuto nel morale; pure la difesa del Cuneo l’ha messo in fuorigioco. Il ricostituente naturale è la cessione o un repentino cambio di mentalità perché quest’anno non ha più l’alibi della fascite plantare e Piatek non è venuto al Genoa per fare panchina. Mazzitelli e Medeiros non hanno impattato sulla partita, sono stati poco coinvolti nel vivo del gioco, soprattutto il portoghese che forse paga il conto di un mese di luglio di intenso lavoro fisico. Oggi giorno di pausa degli allenamenti. Rifiatano tutti prima delle tre settimane decisive che anticipano la nuova Serie A.

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