GRIFO D’ATTACCO – L’attuale rosa del Genoa è da cadetteria

Gli infortuni pesano troppo, mister Shevchenko non ha alternative in panchina

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Il Genoa continua a non trovare una vittoria in casa: al Ferraris vince nettamente il Milan. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 239ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

I novanta minuti consegnano alla storia un 3-0 perentorio. «É il momento della calma: non serve essere disfattisti o critici nei confronti dell’operato di un gruppo societario arrivato da poche settimane. Il Genoa non ha un attacco, fatica a segnare e, purtroppo, ieri uno strepitoso Maignan, tornati ai massimi livelli dopo l’infortunio al polso, ha sventato due gol, il colpo di testa di Hernani e la soluzione dalla distanza di Portanova; Sirigu, invece, non mi ha convinto in occasione della punizione di Ibrahimovic (barriera imperfetta, la palla passa a fianco di Bianchi) e del pallonetto di testa di Junior Messias. Il Milan ha dimostrato di essere una grande squadra perché cinica nel realizzare le occasione da rete».

Secondo lei Rovella è stato ancora una volta il migliore in campo mentre Badelj il peggiore? «Il croato non ha fatto una grande partita ma ha tentato di arginare la mediana più completa della Serie A per forza, tecnica e capacità d’interdire con Kessie e Tonali: non dimentichiamo la qualità degli avversari. Rovella si è confermato su alti livelli, ormai non è una sorpresa, al contrario di Flavio Bianchi che non mi sembra adeguato per il livello del torneo: ha bisogno di completare un percorso che dalla Serie C con la Lucchese non può portarti direttamente sul massimo palcoscenico dove vieni giudicato per ogni pallone giocato».

Capitolo infortuni: che cosa può succedere entro il derby? «Vanheusden ha giocato novanta minuti dopo due mesi d’assenza: questa è una buona notizia per il Genoa poiché può dare rotazione a un reparto sotto pressione come la difesa. Lo stesso può dirsi per Hernani che sinora non abbiamo mai visto al massimo del potenziale: non vorrei che pure il brasiliano si bruci com’è capitato a tanti calciatori a Genova. Bisogna essere onesti realisti: gli infortuni pesano ma l’attuale rosa, priva di sei o sette titolari capaci di fare la differenza in campo e nello spogliatoio, è da cadetteria. Credo che la proprietà americana sappia dove intervenire e quanto denaro investire per rinforzare e alleggerire la rosa ereditata da Preziosi che sinora ha ottenuto una vittoria in quindici partite e non vince al Ferraris da nove turni consecutivi».

Non c’è tempo per pensare: domenica Juventus-Genoa. «I bianconeri sono un cantiere aperto, una squadra indecifrabile che ha avuto un andamento opposto in Serie A, contro le medio-piccole, e in Champions League. Il Grifone deve giocare ogni partita cercando il colpo, ossia un pareggio, che in queste condizioni sarebbe un miracolo: mister Shevchenko farà delle rotazioni poiché il derby di venerdì è troppo importante. I rossoblù lo hanno capito a fine partita quando hanno ricevuto l’applauso di una straordinaria Gradinata Nord».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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