GRIFO D’ATTACCO – Genoa, un anno dopo niente è cambiato nemmeno con Ballardini

Il clima non è dei migliori ma sarebbe stato peggiore se Preziosi non avesse ceduto

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Beppe Nuti, giornalista di Telenord

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Un punto, niente di più. É il bottino che il Genoa strappa al Picco: contro lo Spezia finisce 1-1. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 233ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Doveva essere un rigore per il Genoa, invece lo Spezia ha sfiorato cinque volte il gol. «Nel primo tempo le squadre si sono annullate a vicenda con la paura di subire gol, come se fosse una partita di Serie B, poi nella ripresa mister Thiago Motta ha cercato la vittoria con un’impronta di gioco maggiormente definita – spinto da una media età di cinque anni inferiore – e infatti l’ha sfiorata con una serie di occasioni che se convertite in rete avrebbero atterrato il Grifone con un passivo pesante. Gli interventi di Sirigu, la destrezza in area di Caicedo (gol, assist e rigore procurato in settantadue minuti d’impiego) e la freddezza dal dischetto di Criscito hanno portato in dote un punto fortunoso a Ballardini, il quale deve ringraziare altresì l’assenza di una prima punta di livello tra le fila dello Spezia».

Ballardini rischia l’esonero? «Mancano le alternative. Con una vittoria in dieci partite e il penultimo posto in classifica la maggioranza dei tifosi rossoblù vuole il cambio in panchina sebbene in estate pochi di loro avesse perplessità tecniche sull’allenatore, non sull’uomo. Ballardini è in confusione, i grotteschi cambi nell’intervallo e i continui cambi di modulo e posizione (Sturaro trequartista a Torino e ieri ala) ne sono la riprova, ma le colpe vanno ripartite assieme a calciatori e società che non l’ha aiutato imponendogli una squadra indebolita rispetto all’anno scorso: mancano uomini in ogni reparto sebbene a Pegli si allenino in trentaquattro. Gli ultimi arrivati si sono presentati fuori forma, appesantiti, privi di ritmo partita e, di conseguenza, maggiormente esposti agli infortuni muscolari».

Il preoccupante vuoto societario indebolisce il Genoa? «Sì, il momento di transizione da una proprietà all’altra non aiuta ma il closing ci sarà – ci sono dei tempi tecnici da rispettare – e a gennaio il Genoa opererà sul mercato con una squadra di lavoro definita per affrontare il girone di ritorno con più serenità. Il clima attorno alla squadra non è dei migliori ma sarebbe stato peggiore, forse rovente, se Preziosi non avesse ceduto: un anno dopo niente è cambiato poiché il Genoa seguita a stazionare in fondo alla classifica con pochi punti, non c’è il problema del Covid ma gli infortuni sono troppi. In questi due mesi di campionato mister Ballardini ha bisogno di un’interfaccia di personalità ed esperta che colleghi il campo alla società, come faceva il direttore Marroccu».

Genoa-Venezia, il Popolo rossoblù è chiamato a fare la differenza. «Al Picco erano presenti 890 genoani che hanno gremito il settore ospiti bruciando i biglietti nel giro di poche ore. Questa passione deve riversarsi anche al Ferraris poiché la vittoria in Serie A manca da aprile, contro lo Spezia, e la squadra ha bisogno di qualsiasi elemento di positività. Stavolta Ballardini dovrebbe lanciare dal primo minuto Destro e Caicedo, una coppia che non rintraccio in altre avversarie della parte destra della classifica: sarebbe d’uopo sbloccare il risultato per la prima volta in stagione, vincere per risalire e non fare scappare nessuno in classifica».

Alessandro Legnazzi e Beppe Nuti

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