Genoa, un mercato da sette in pagella

Pianetagenoa1893.net ha chiesto ad alcuni famosi personaggi del mondo rossoblù il voto e un commento sulla campagna acquisti e cessioni

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Genoa
Cambiaso festeggiato dai compagni (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Pianetagenoa1893.net ha raccolto una communis opinio sul calciomercato estivo che, ancora una volta, ha visto protagonista il Genoa con molte operazioni concluse soprattutto dopo l’esordio in Coppa Italia e lo spavento al Meazza contro l’Inter. Di seguito riportiamo il parere a riguardo di alcuni esperti e pratici di mercato, compreso un delizioso regalo di Tullio Solenghi composto da giochi di parole… rossoblù.

Claudio Strinati, avvocato ed ex agente sportivo Fifa – «Tra il 7 e 7,5 perché sono stati sistemati i ruoli chiave, come il portiere (Sirigu), il difensore centrale (Maksimovic), il centrocampista (Touré che sa fare tutto) e l’attaccante (Caicedo). La società si è mossa bene, forse manca un esterno destro ma Cambiaso può giocare anche sulla fascia opposta. La rosa è vasta ma calciatori come Bani e Radovanovic non creeranno problemi a Ballardini».

Beppe Nuti, giornalista Telenord – «Nel complesso è 7 pieno, fusse che fusse la vorta bbona, come diceva Nino Manfredi. È stato sacrificato Shomurodov ma la difesa si è rinforzata con Maksimovic, bravo nel gioco aereo, e Vasquez che è rapido e con la giusta cattiveria. Traoré rimpiazzerà Strootman mentre Galdames può essere un nuovo Rincon. Inoltre Sirigu, campione d’Europa, ha preso il posto di Perin. Vedo il giusto mix tra senatori e giovani, il Genoa può salvarsi serenamente».

Nicola Barasso, ex portiere del Genoa – «Preziosi ha trovato il proverbiale colpo di coda con molte operazioni dell’ultimo minuto, un classico. Al Genoa è arrivato un calciatore fondamentale come Maksimovic che reputo uno dei migliori difensori centrali visti di recente in Serie A, poi Fares, Touré e Caicedo. Sirigu non farà rimpiangere Perin, di cui pronosticai la sua permanenza a Torino. Nonostante l’eccessivo numero di operazioni, più di cinquanta, Ballardini ha una rosa competitiva per assestarsi in una posizione di classifica differente da quella degli ultimi anni: va sfruttato il nostro dodicesimo uomo, la Gradinata Nord».

Tullio Solenghi, attore – «Voto 7. Se riusciamo a tirare qualche Calceidos in più e a Fares belle azioni, senza che nessuno Buksa troppo alla nostra porta, sono Sirigu che al Maksimovic ci salviamo. E visto che siamo in Criscito perché abbiamo Cambiaso tanti giocatori, speriamo di passare dalla Pandev alla Ferrari e infine di Sturaro lo champagne»

Fabrizio Cardone, presidente Genoa Club Toronto – «Il Genoa merita un 7. Dal mercato sono arrivati nomi importanti che hanno rinforzato la squadra, e dalla società filtra che le prospettive per il futuro possano essere differenti dal passato: sembra che la svolta sia vicina con la nuova adventure americana interessata a rilevare la società».

Daniele Savino Ben, presidente Genoa Club New York – «Voto 6, un po’ severo ma non è possibile completare una squadra di Serie A di corsa all’ultimo minuto. Che senso ha avuto andare a Neustift in ritiro? Buoni rinforzi ma probabilmente rosa troppo numerosa: a nostro giudizio manca una seconda punta e forse un esterno destro di livello. Speriamo che Ballardini riesca a fare gruppo in fretta poiché tra la prima e la terza di campionato potrebbe risultare che cambi sei/otto giocatori titolari».

Giovanni Porcella, giornalista Primocanale – «Mercato positivo. Un 7 il Genoa se lo merita. Caicedo, Maksimovic, Fares, Touré e la conferma di Destro aumentano il valore dei rossoblù che avevano bisogno di rinforzi. La salvezza, che è l’obiettivo di oggi, pare più facile di due settimane fa. Poi si vedrà la vicenda societaria che piega prenderà».

Carlo Sciaccaluga, regista teatrale – «Voto 7-. Dopo le gravi perdite di Perin e Zappacosta (forse inevitabili) e di Strootman (forse evitabile), sembrava che quest’anno ci si dovesse rassegnare a uno strano miscuglio di giovanissimi ed espertissimi, con molti ruoli scoperti e troppe scommesse. E invece, in extremis, arrivano giocatori solidi a puntellare l’ossatura della squadra. Qualcosa forse manca, ma Maksimovic e Caicedo sono ottimi giocatori. Fares e Touré incuriosiscono. E i giovani un po’ ci fanno sperare (che bello l’inizio della storia in serie A del genovese e genoano Cambiaso, sì, con una sola “s”, come del resto si chiamava il più famoso Esteban di Serra Riccò prima che qualche addetto dell’anagrafe argentina ne storpiasse il cognome) e, soprattutto, con questi giovani un poco, anche solo un poco, si può sognare. E quanto ne abbiamo bisogno. Perché siamo fatti, tutti, di quella materia, sì, di quella lì, quella dei sogni. E anche quest’anno, come tutti gli anni, torniamo a sognare un Genoa che giochi alla grande e che vinca. Poi, probabilmente, non succederà tanto spesso. Come tutti gli anni. Ma noi lo sogneremo sempre. Ancora. E ancora».

Giorgio Guerello, avvocato e membro Fondazione Genoa – «Confido si possa ancora rifinire pescando tra gli svincolati ma nel complesso sono piuttosto soddisfatto. In particolare il centrocampo appare solido e offre tante soluzioni. A Ballardini il compito di amalgamare rapidamente le tante individualità creando la squadra. Voto 6,5».

Carlo Volpi, agente sportivo – «Preziosi ha acquisito giocatori che servono per una squadra da combattimento. Sono stati presi giocatori con fisicità importanti in ogni reparto. Con Preziosi non ci si può annoiare. Ha una squadra mercato molto equilibrata, che bilancia la fantasia estrosa del presidente, formata da certezze come Zarbano, Marroccu, Sbravati, Taldo e Rossi. La situazione Covid ha colpito tutti i settori, i tifosi devono rendersene conto. Parlerà il campo, ora appuntamento a gennaio per il mercato detto di riparazione».

Simone Braglia, ex portiere – «Mercato tecnicamente da 8, programmaticamente da 4 poiché non intravedo un discorso a medio termine: dunque è un 6 complessivo. Non entro nel merito della patrimonialità del presidente ma ai miei tempi le rose esordivano complete. Ho fiducia nella consacrazione di Rovella e nella conferma di Ghiglione, vedo un Criscito leader rivitalizzato e un Sirigu che può dare molto anche da un punto di vista Umano, sottolineo la maiuscola. Sarà importante il ruolo di Ballardini, la persona giusta se supportato e sostenuto dalla società nei momenti difficili, in una veste però differente da quella di subentrante. Al club più antico d’Italia bisogna dare tempo e pazienza per creare un gruppo (si veda l’esempio del Milan costruito nel tempo e oggi uno dei principali candidati alla vittoria dello scudetto, e di Pioli, quasi esonerato dopo Milan-Genoa 1-2 ante Covid) e vedere i primi risultati. Ciò che conta, come ribadito ieri da Preziosi, è la continuità della vita del club a prescindere da chi vi operi».

Enrique Balbontin, comico genoano – «Voto 7,5 perché è stato impostato diversamente dai precedenti, ossia non soltanto con prestiti gratuiti ma anche con calciatori arrivati a titolo definitivo. Inoltre, come dicevano i latini, il Genoa ha operato cum grano Cialis… pardon, salis».

Roberto Perrone, giornalista Corriere dello Sport – «É la solita enorme raccolta di figurine di Preziosi che in passato ha dato anche risultati positivi pescando quellla introvabile, come il Pizzaballa di antica memoria, ma anche altre comuni. Mi inquieta la mancanza di continuità, il trasmettere il senso di appartenenza a un gruppo, che è la vera forza del club. Il Genoa ha cambiato dieci titolari su undici rispetto alla passata stagione, il voto potrebbe essere anche n.g. ma alla fine mi esprimo con un 6 per i molti sforzi compiuti».

Marco Liguori e Alessandro Legnazzi

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