Genoa, tira fuori l’orgoglio contro il Torino!

La squadra ha limiti tecnici: occorre dunque una prestazione vigorosa per conquistare punti sabato contro i granata

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Vittorio Sirianni
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Perdere un derby è sempre un fatto pesante da sopportare. Negli ultimi sei, il Genoa ne ha persi quattro e pareggiati due. Tuttavia ci sembra riduttivo valutare il Genoa come squadre e come società, solo in rapporto ai derby persi con la Sampdoria. Sono due realtà diverse, ognuna va per la sua strada.

Pensiamo al Genoa che di problemi, dobbiamo dire, ne ha tanti. E adesso (al di là del derby) si deve solo verificare se davvero esistono paure o preoccupazioni di retrocessione, guardando alle ultime sei partite e ai 18 punti a disposizione. Che la paura “sana” (come diceva Prandelli) ci sia è fuori di dubbio e il tecnico se ne era accorto appena è arrivato, tanto da dire subito ai suoi: «Ragazzi non siamo ancora salvi». Quando anche i “santoni” del commento gridavano alla assoluta certezza che il Grifo era assolutamente salvo.

Ora c’è da fare un serio esame di coscienza: il derby è stato perso perché gli avversari sono stati più bravi. Nulla di strano, nel calcio succede. Prandelli ha ragione a dire che l’arbitro ha sbagliato tanto: il Var, forse, sarebbe bene eliminarlo, poiché crea solo tanta confusione. Si è visto, in questa ultima giornata, non solo a Genova, ma anche a Milano, a Torino, a Frosinone, etc…

Tuttavia, per onestà intellettuale, non possiamo dire che il Genoa avrebbe cambiato il risultato a suo favore se i due “maledetti” episodi fossero stati valutati diversamente: i blucerchiati sono più squadra, hanno più concretezza e più serenità. Quella serenità, quella concretezza, quella coesione che non si capisce perché il Grifo, a volte le tira fuori, altre volte la nasconde paurosamente.

E’ fuori di dubbio che i problemi tecnici ci siano: la squadra è, diciamolo onestamente, ancora oggi un “cantiere”. Prandelli (che ovviamente ha le sue colpe e chi non le ha nel mondo del calcio?) cerca disperatamente da settimane di trovare la “quadra” come si dice, ma ancora adesso è incerto sui moduli di gioco, sulle scelte tecniche, sui valori dei suoi uomini. Il che è certamente segno che ancora una volta le varie campagne acquisti sia d’estate che di gennaio, non sono state significative. Ma questo è un “tran-tran” molto caro al presidente Preziosi che ogni anno deve fare i conti con i bilanci ed è sempre costretto ad individuare ottimi elementi, ma poi è obbligato a venderli.

Al di là di tutto, ora bisogna fare qualcosa, tutti insieme e pare che Preziosi, Prandelli, Perinetti lo abbiano capito. E speriamo lo abbiano capito anche i giocatori. Tirare fuori l’orgoglio sabato prossimo contro il Torino: a volte è meglio essere poveri, ma orgogliosi, che ricchi e “radical chic”…

Vittorio Sirianni

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