Genoa, solo con le tue forze. Il calendario non è un oracolo

É un campionato anomalo i cui imprevisti non risparmiano nessuno

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Genoa Perin Lerager
Perin esulta dopo il gol di Lerager nel derby (foto di Genoa CFC Tanopress)

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É davvero un peccato che il Genoa non possa godere un altro giorno in più per la vittoria del derby che mancava da quattro anni. Se il menaggio tra i tifosi continuerà fino alla prossima stracittadina, la squadra di Nicola è chiamata a entrare in modalità Inter. E in fretta perché la partita è già domani sera. Il Grifone ha contezza che dovrà lottare perché il Lecce non mollerà fino all’ultimo secondo, come l’Empoli l’anno scorso. Analogia consueta per chi deve destreggiarsi tra i gorgheggi della bassa classifica. La vittoria con la Spal, sebbene seguita dall’incidente contro il Toro, ha veramente sbloccato il Genoa a livello mentale: due vittorie nelle ultime tre partite, ruolino di marcia che issa i rossoblù da +1 a +4 e, speculando sul punto, vira a favore lo scontro diretto con i salentini.

Questo finale di campionato è come una fronda forzosamente innestata su un albero che andava, invece, potato in primavera. É un campionato anomalo i cui imprevisti non risparmiano nessuno: da qualche giornata si vedono soffrire talune grandi squadre non propriamente avvezze alla sofferenza. Prima l’Inter e le romane, ora la Juve e l’Atalanta sono in decrescita felice. Pure il Genoa ha pagato il pesante fio del lockdown con una ripresa inquietante mitigata soltanto dagli ultimi risultati. Il tempo sta lentamente dando ragione a Nicola, tecnico verace che se vorrà sfilare festoso per le vie di Genova (è un’allegoria) dovrà costruire un carro abbondantemente ampio.

Inutile fare previsioni perché è inutile badare o preoccuparsi oltre la giornata corrente. Alzi la mano chi avrebbe pensato a una sconfitta della Juventus a Udine o al ko del Napoli a Parma, contro una squadra capace di vincere solo una volta nelle ultime dieci partite. Insomma, il Genoa è chiamato a salvarsi con le proprie forze, che sono poche, come del resto tutti, ma possono bastare per l’ultimo sprint. Per strana cultura italiana a volte si spaccia il calendario per un oracolo quando, invece, vale più o meno come l’album delle figurine. Da sfogliare solo quando è terminato.

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