Genoa, obiettivo direttore sportivo per dare supporto a Ballardini

Al Grifone serve un dirigente che sappia aggregare le strategie del club con la direttrice tecnica della squadra

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Ballardini Genoa
Mister Ballardini al Pio (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Abbiamo fatto l’Italia, adesso si faccia il Genoa. C’è una società da rifondare e una salvezza tutt’altro che scontata da conquistare per dare gettare le basi di un nuovo disegno sociale che prenderà forma nei mesi venturi. La prima mossa Triple Seven Partners l’ha già effettuata confermando la fiducia a Ballardini dopo la sconfitta di Salerno, sciagurata poiché ha dato fiato e punti a una delle peggiori squadre tra i massimi tornei d’Europa: da adesso, e si spera fino al termine del campionato, il Genoa ha bisogno di continuità e di scacciare il tormento di voci maligne che destabilizzano la serenità attorno al mister, più abituato a curare crisi in stato avanzato piuttosto che prevenirle con le vitamine ai loro primi sintomi. L’evidente confusione denunciata nelle prime sette giornate, con plurimi errori in fotocopia, continui cambi di formazione e di schieramenti tattici, è una conseguenza della gestione approssimativa condotta in estate e inevitabilmente ricaduta sul comparto tecnico.

Entro un termine breve la proprietà ispano-statunitense è chiamata a soddisfare la necessità primaria del Genoa, paradossalmente più importante dell’eredità presidenziale di Preziosi dopo il perfezionamento della cessione del club, il cosiddetto closing previsto in settimana: la nomina di un nuovo direttore sportivo che sia in discontinuità con la conduzione precedente. Incardinare una figura competente, composta e di personalità avvantaggerebbe il lavoro di Ballardini, che durante la settimana si ritroverebbe non più solo con il suo staff ma con un’interfaccia societaria sempre presente al Pio che sappia aggregare le strategie del club con la direttrice tecnica della squadra e, non di meno, di tradurre in concreto le volontà dello stesso allenatore nel corso delle sessioni di mercato. Il direttore sportivo ideale per il Genoa non è un sissignore meccanico esecutore ma un professionista attento nel vedere e sensibile nel toccare le dinamiche interne allo spogliatoio.

In questo momento decisivo per la definizione dell’intero organigramma societario il toto-nome del ds rossoblù rischia di fulminare ciascuna candidatura, come nel conclave dove chi entra Papa vi esce cardinale. Tuttavia la sua nomina è urgente anche in un ulteriore senso poiché darebbe tempo ai nuovi arrivati di affrontare con più quiete, dunque con un minore margine d’errore, la scelta delle ulteriori cariche. Andres Blazquez, che a Genova espleta le funzioni di un ruolo che a Siviglia non può interpretare essendo là Triple Seven socio di minoranza, sinora è l’uomo più agile della compagine di Miami, non solo dal punto di vista dialettico e d’instaurazione di buoni uffici ma pare anche sotto il profilo rappresentativo e decisionale: verosimilmente può essere il dirigente barbuto, che porta il nome di Iniesta, il regista della costruzione dei vertici del nuovo Grifone americano. Abbiamo fatto l’Italia, adesso si faccia il Genoa.

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