Genoa a Bologna all’insegna dell’equilibrio: oltre al risultato, anche per pregi e difetti

Tra i lati positivi: il punto conquistato e l'ottima capacità di reagire dopo lo svantaggio. Tra quelli negativi: troppa sofferenza per non riuscire a difendersi con ordine. Meglio Gunter terzino e Biraschi centrale

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Marco Liguori
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La partita odierna, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, rispecchia l’equilibrio oltre che nel risultato anche nei pregi e difetti della prestazione del Genoa a Bologna. Iniziamo dai primi.

I LATI POSITIVI – In settimana avevamo scritto (CLICCA QUI) che il pareggio sarebbe stato sufficiente per la Prandelli rock band: così è stato, anche alla luce delle sconfitte di Empoli, Udinese e Spal. Non solo: dopo il vantaggio negli scontri diretti (due vittorie) contro i toscani, è giunto quello contro il Bologna (vittoria al Ferraris, pareggio al Dall’Ara). E’ un gran passo avanti nella strada per la salvezza. Da sottolineare la reazione della squadra dopo il gol di Destro (tornato al gol dopo aver segnato circa un anno fa al Grifone) e i primi 20 minuti giocati al piccolo trotto: molto positiva la riscossa di Radu che si è riscattato dalla “papera” in uscita nell’occasione della marcatura avversaria. Sanabria poco fortunato oggi, ma ha svolto tre conclusioni: resta un punto di forza molto importante. Lerager può essere la carta in più nel girone di ritorno, con i suoi inserimenti e la sua capacità di “fiutare” la porta avversaria. Oltre al gol di testa del danese su corner (finalmente un calcio piazzato sfruttato), si sono rivisti i tiri da fuori area: Criscito, Radovanovic e Veloso sono riusciti a far provare i brividi a Skorupski. E’ un’arma da usare per scardinare le difese chiuse a riccio.

I LATI NEGATIVI – Ribadisco, il Genoa attuale non riesce a difendersi con ordine: riesce decisamente meglio quando deve attaccare o meglio, quando mette alla frusta l’avversario, com’è avvenuto tra l’ultimo quarto d’ora del primo tempo e i primi 20 minuti del secondo. Non solo: il Grifone soffre molto le formazioni che tengono palla. E’ accaduto contro il Sassuolo, è successo oggi contro il Bologna che ha avuto il 60% del possesso sfera. I cambi (Bessa soprattutto: ma non si era allenato molto in settimana) stavolta non hanno inciso. Risultato del mix di tutti questi elementi: gran sofferenza nel finale, con l’orchestra di liscio di Mihajlovic che ha intonato una mazurca molto veloce. I felsinei (sembravano il Barça) hanno conquistato una serie di corner, centrato una traversa e costretto Radu a una gran parata. E a proposito di difesa: oltre all’uscita errata di Radu, sul gol si è notato l’immobilismo di Gunter e Zukanovic. In settimana avevamo scritto (CLICCA QUI) che sarebbe stato più opportuno inserire l’ex Galatasaray come terzino, mentre Biraschi avrebbe potuto rendere meglio come centrale: una soluzione più naturale.

Domenica arriva al Ferraris la Lazio, in piena corsa per il piazzamento Champions con l’Atalanta e la Roma. Non è un avversario semplice, ma ritengo con qualche accorgimento il “divo” Cesare, condottiero rossoblù, potrà dare molto filo da torcere agli avversari. Passo e chiudo!

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